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9 luglio 2006

CAGLIARI, Si è svolta ieri òa passeggiata per il centro storico

Ieri l'Associazione Amici di Sardegna ha organizzato una passeggiata ricreativa storico culturale nella città di Cagliari. Il percorso, della durata di 2 ore, contempla l’area della Chiesa di San Lucifero e del colle di Bonaria. L’iniziativa si inserisce nel consueto programma delle passeggiate Karalitane. 




permalink | inviato da il 9/7/2006 alle 12:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 luglio 2006

Pecoraro Scanio su politiche energetiche: biodiesel e risparmio

Fare Verde esprime apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate dal Ministero dell'Ambiente Pecoraro Scanio sul tema della politica energetica italiana.

Un nuovo piano nazionale per l'energia, ispirato ai principi del risparmio energetico, all'incentivazione dei biocarburanti e alla diffusione del fotovoltaico, senza trascurare l'eolico e le centrali a biomasse di piccola taglia, e la ricerca sull'idrogeno. E' questo il progetto per le energie rinnovabili del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, illustrato in un'intervista al Quotidiano Nazionale (Giorno-Resto del Carlino-Nazione). Pecoraro annuncia l'obiettivo di arrivare entro la fine della legislatura a produrre ''almeno il 25% dell'energia da fonti rinnovabili''. Un impegno difficile, ma che il ministro dichiara di poter raggiungere, attraverso il varo, come prima mossa, di un piano energetico nazionale improntato fortemente alla ''razionalizzazione dei consumi e alla promozione del risparmio energetico''. ''Intendiamo, ad esempio - afferma Pecoraro - incentivare economicamente, con il sistema gia' usato per le ristrutturazioni edilizie, gli interventi per il risparmio energetico: coibentazioni, doppi vetri, caldaie ad alta efficienza''.

Il ministro vede nella legge sull'efficienza energetica degli edifici approvata in Sudtirolo (''che non consente piu' - dice il ministro - di costruire appartamenti che consumino oltre 7 litri di gasolio a fronte dei 20 usati mediamente nel resto d'Italia'') un esempio da imitare e da implementare con l'uso di lampadine ad alta efficienza e di elettrodomestici che possono risparmiare fino al 70%. Sul fotovoltaico Pecoraro vede nel 'conto energia', misura introdotta sull'onda del successo tedesco dal decreto del 19 settembre 2005 che permette di vendere l'energia prodotta al gestore elettrico, ''uno strumento importante'', ma che non basta da solo, e che va integrato con la ricerca sui pannelli fotovoltaici innovativi, gli incentivi al solare termico e la ripresa del progetto Rubbia sul solare ad alta pressione. Attenzione anche all'eolico, anche se, secondo il ministro bisogna puntare sui ''piccoli impianti'', dicendo ''no alla logica del gigantismo''.

Sul tema caldo dei biocarburanti, Pecoraro afferma: ''E' evidente che noi dobbiamo o abolire la quota esente, o almeno abbassare significativamente le accise sui biocarburanti. Dobbiamo defiscalizzare il carburante usato in agricoltura e dobbiamo garantire agli agricoltori che una parte dei fondi Ue serva alla produzione di biocarburanti, che portrebbero essere usati dalle aziende di trasporto pubblico urbano, in modo da contribuire a migliorare la qualita' dell'aria nelle citta'''. Non bastera' pero' certo solo il biodiesel a combattere la lotta contro le emissioni nocive, e allora per Pecoraro ''occorre potenziare i mezzi a trazione elettrica, filobus e tram in primis, e incentivare l'uso di mezzi come le biciclette''. Ultima battuta per i rigassificatori, che sono per il ministro verde ''uno strumento utile e necessario, ma prima di farli serve un piano energetico nazionale o almeno una valutazione ambientale che ci dica quanti ne servono davvero''.

Segnali positivi c'erano già stati nelle scorsesettimane prima con la dichiarazione congiunta Prodi-Pecoraro dopo il"conclave di S. Martino" in cui si metteva al primo posto il risparmioenergetico e poi con la decisione di impegnare Maurizio Pallante in unacommissione che lavori sull'efficienza energetica.
Le dichiarazionidel Ministro Pecoraro, quindi, contribuiscono a delineare uno scenarioistituzionale che fa ben sperare per una svolta realmente ecologica intema energetico per il nostro Paese.

Fare Verde ha più volte sottolineato l'importanza della riduzione dei consumi come unica stradapossibile per far fronte a scenari energetici preoccupanti sia per latutela dell'ambiente che per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Chiuderei buchi del sistema eliminando sprechi ed inefficienze è per Fare Verde prioritario rispetto a qualsiasi altra misura volta a fornire nuova energia ad un sistema che potrebbe ridurre fino al 46% la propria domanda a parità di servizi finali, con il solo risparmio energetico.

FareVerde ha apprezzato anche il riferimento alla normativa del Trentino Alto Adige - Sud Tirolo sull'efficienza energetica degli edifici come modello per una legge nazionale. La certificazione "CasaClima" adottata in Trentino Alto Adige - Sud Tirolo è stata spesso indicata da FareVerde come esempio da seguire.

"Dichiarazioni importanti, quelledi Pecoraro Scanio." - afferma Massimo De Maio, vicepresidente di Fare Verde - "Non siamo abituati a sentire dichiarazioni così ecologicamente corrette da esponenti del Governo. Tuttavia, aspettiamo di vedere come queste dichiarazioni si trasformeranno in leggi dello Stato. Per quanto ci riguarda, ci sarà tutto il sostegno a iniziative che vadano nella direzione della riduzione dei consumi energetici poichè riteniamo che solo così si può fare il bene del nostro Paese".

Per Fare Verde una occasione per concretizzare da subito questo nuovo corso in tema energetico potrebbe essere il recepimento della recente Direttiva europea 32/2006 sull'efficienza energetica degli Stati membri. Oppure, in modo più semplice e immediato, emanare il decreto attuativo per la legge 81 del 2006 che prevede dal primo di luglio l'obbligo di miscelare l'1% di biodiesel al carburante tradizionale. Senza Decreto attuativo, infatti, non ci sono sanzioni per chi non rispetta questa norma. Sarebbe un bel passo avanti nella direzione indicata da Pecoraro, visto che l'Italia è già sotto procedura d'infrazione dell'Unione Europea per non aver attuato le direttive comunitarie sul biodiesel.




permalink | inviato da il 7/7/2006 alle 14:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 luglio 2006

Il nostro impegno contro gli incendi boschivi può essere anche il tuo.

Dal 5 al 20 agosto, nella nuova sede della Protezione Civile "La Fenice" a Gaeta vecchia.

Il campo antincendio 2006 si svolgerà a Gaeta, dal 5 al 20 agosto.

Ivolontari alloggeranno nella nuova sede della Protezione Civile "La Fenice" a Gaeta Vecchia. La struttura è appositamente attrezzata per accogliere i volontari che si sono alterneranno in 2 turni settimanali svolgendo sia attività di avvistamento che di intervento diretto sui focolai con flabelli e roncole.

I volontari di Fare Verde lavoreranno come ogni anno sotto il coordinamento del Corpo Forestale dello Stato di Latina ed al fianco dei volontari della Protezione Civile 'La Fenice'.

Non mancheranno i consueti momenti di formazione svolti dai volontari più anziani ed esperti de "La Fenice", indispensabili per i volontari alle prime esperienze sul fuoco e comunque utili a tutti per affrontare con efficacia e sicurezza le operazioni di spegnimento e bonifica nelle aree attaccate dal fuoco.

Per dare la tua disponibilità per il prossimo campo, contattaci subito:
info@fareverde.it - tel/fax 06 700 5726

Per maggiori informazioni sulle attività dei volontari antincendio:
consulta il nostro manuale
scarica il depliant informativo

Di nuovo con noi il gruppo interetnico di Fare Verde Kosovo.

Come l'anno scorso, il campo di Gaeta sarà arricchito dalla presenza di un gruppo di ragazzi di Fare Verde Kosovo che da anni sono impegnati nella difesa della loro terra e nel tentativo di sviluppare le tematiche ambientali in quella parte di Europa vittima di recenti e sanguinosi eventi bellici.
Dopo la loro prima esperienza antincendio nell'estate 2005, i ragazzi di Fare Verde Kosovo hanno deciso di ripetere questa bella esperienza di scambio culturale, di conoscenza, di amicizia con i giovani italiani presenti al campo.
Quest'anno il gruppo interetnico proveniente dal Kosovo sarà composto da ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 25 anni, di etnia albanese, serba e rom.


Perché partecipare a un campo antincendio?

La rinnovazione del pascolo per ovini e bestiame, la pulizia 'rapida ed economica' dalle sterpaglie di terreni incolti sono le principali motivazioni di chi appicca gli incendi ma, tra queste, anche l'attacco al nuovo parco degli Aurunci che 'disturba' le mire di qualcuno poco avvezzo a considerare la tutela di un patrimonio ambientale ricchissimo, un valore più importante del proprio interesse.

Finalità principale di questi campi è dunque quella di costituire una presenza fissa di volontari nel territorio minacciato che funzioni non solo da deterrente, ma consenta anche di intervenire in tempi estremamente brevi dall'insorgere del focolaio, quando esso percorre i terreni stepposi o cespugliosi, impedendo, riducendo o frazionando il fronte d'impatto con i complessi boscati.

I volontari svolgono non solo un servizio a tutela dell'ambiente ma anche verso se stessi, entrando in contatto con una realtà ambientale che può essere intatta, ma più spesso è degradata o assediata dall?intervento distruttivo dell'uomo.

Una esperienza lunga più di 10 anni.

Allapiaga degli incendi boschivi, Fare Verde oppone da più di 10 anni lasua operazione storica: i campi estivi di volontariato antincendio.

Neicampi estivi antincendio si va soprattutto per intervenire direttamentesul fuoco. A diretto contatto con il peggior metodo di distruzione delnostro patrimonio forestale, in prima linea, senza proclami, senzainvocare Candair od offrire taglie sui piromani a mezzo stampa ma sulterreno, nelle zone più a rischio incendi: Sicilia, Campania, Lazio... 

Nel Lazio, Fare Verde, dal 1992 al 2001, ha tenuto a Formia,sui Monti Aurunci, nel mese di agosto, un campo antincendio che è statoun vero presidio a tutela di oltre 6000 ettari di terreno collinare dimacchia mediterranea e lecceta. Questa parte della provincia di Latinaè quella più colpita dal fenomeno incendi di tutto il Lazio.
Dal 2002 il campo base è a Gaeta, ma il territorio preso sotto tutela è più o meno lo stesso.




permalink | inviato da il 2/7/2006 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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