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25 luglio 2011

Fare Verde Cagliari: rotonda in Piazza San Benedetto, miglioriamo insieme il progetto


Nellamattinata di oggi sono iniziati i lavori per la creazione della rotonda nellaPiazza San Benedetto a Cagliari, progetto della precedente Giunta Floris e cheprevede la creazione di una rotonda di oltre 30 metri.

“Questamattina Fare Verde ha fatto un sopralluogo parlando con residenti ecommercianti e ha avuto modo di visionare il progetto che, tra le altre cose,prevede lo spostamento delle ultime tre jacarande posizionate attualmente nellenella parte finale della Via Dante prima di entrare nella Piazza San Benedetto”,afferma Simone Spiga, responsabile di Fare Verde.

“Chiediamoun incontro ufficiale tra residenti e commercianti, per questo invitiamo ilSindaco di Cagliari, Massimo Zedda a provvedere prima di proseguire i lavori,al fine di migliorare il progetto approvato”, incalza Spiga.

“Siamocerti che ci sia bisogno di una rotatoria in Piazza San Benedetto, maproponiamo alcune modifiche al progetto, come ad esempio la riduzione dellarotatoria ad un massimo di 23/25 metri e la possibilità di proseguire a parcheggiarenei quattro angoli per garantire  almeno 15parcheggi a disco orario al fine di non creare disagi ai commercianti dellaPiazza, c’è inoltre la necessità di spostare i cassonetti posizionati sul latosinistra della Via Dante prima dell’ingresso in Piazza”, propone Fare Verde.

“Inoltreil trasferimento delle jacarande può avvenire con lo spostamento di tutto ilpane della terra intorno alla radice, badando a non danneggiare la pianta e lesue radici, ma l’aspetto che ci interessa maggiormente è che tale operazionenon può avvenire in questo periodo, perché il rischio è quello di perdere lepiante, per questo si dovrebbe aspettare la fine del periodo vegetativo dellepiante, quindi non di certo in primavera estate che è il periodo di fioritura,ma si dovrebbe attendere almeno due mesi e iniziare lo spostamento dopo il mesedi Settembre”…”pensiamo che la discontinuità rispetto alla Giunta Floris debbaessere quella di favorire sempre il confronto tra le realtà coinvolte neiprogetti che riguardano la città, pertanto invitiamo il Sindaco Zedda afavorire il dialogo senza che Dirigenti o Funzionari del Comune imponganoprogetti senza confrontarsi con i residenti”, conclude Spiga.


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 25/7/2011 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 luglio 2011

Spiga (Fare Verde Sardegna): No alla chimica verde, si alle bonifiche

FareVerde da tantissimi anni si batte per la tutela del territorio e per un modellodi sviluppo alternativo a quello imposto in Sardegna che ha deturpato einquinato il golfo dell’Asinara con composti chimici e metalli pericolosi comeil cadmio, il mercurio, il cromo, il cianuro e il benzene.

“Lecolline di Minciaredda, vicino a Porto Torres, sono invase da materialialtamente inquinanti e ancora oggi non vi è un progetto di bonifica dell’interazona, ma si sta puntando tutto sulla chimica verde, con diversi impianti perprodurre a partire da materie prime vegetali bioplastiche e lubrificanti bio,inoltre verrà costruita una centrale elettrica a biomasse”, afferma SimoneSpiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Ledomande sono diverse e riguardano sia aspetti economici che tecnici, infatti laprima domanda che ci facciamo è legata al totale dell’investimento della spesadi 1.200 milioni di Euro, dentro i quali sono compresi i 520 milioni destinatialle bonifiche, dimenticando che la spesa per le bonifiche prevista è di 1.500milioni di Euro, pertanto si rischia che non ci siano i fondi per le bonifiche”,denuncia Spiga.

“Laverità è che la chimica verde non rappresenta in alcun modo il cambiamento dirotta sul modello di sviluppo, la Regione Sardegna dovrebbe puntare su un modellodi sviluppo basato su piccoli impianti territoriali che non favoriscanospeculazioni e rischi ambientali, chiediamo all’Eni, colpevole dei disastriambientali, di concentrare gli sforzi sulle bonifiche del territorio, chepossono produrre molti posti di lavoro per il territorio che vive una dellepeggiori crisi della sua storia”, incalza Spiga.

“Quandoaffermiamo che ci sembra spropositato l’impianto di biomasse, lo affermiamosulla base di dati chiari che evidenziano come il progetto Eni Power cheprevede una produzione di 40 MW sia decisamente una speculazione energetica eche il rischio in atto è quello che si voglia adibire la struttura adinceneritore dei rifiuti solidi urbani”…”la legislatura italiana (art. 17 Dlg387/03) assimila la parte non biodegradabile dei rifiuti solidi urbani allebiomasse, con una grave presa in giro per i sardi, anche perché le emissioni ela produzione di ceneri tossiche peggiorerebbe le condizioni del territoriodell’intero Golfo dell’Asinara”, prosegue la nota.

“Questenostre paure sono legate al fatto che sono anni che si parla della costruzionedi un termovalorizzatore nel Nord Sardegna, pertanto pensiamo che questo sia l’escamotageper costruirlo, insieme al Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA che haoltre 23.200 aderenti nella pagina Facebook che dopo il risultato deiReferendum sul nucleare, intende portare avanti battaglie per la tutelaambientale e per un modello di sviluppo alternativo all’attuale”, concludeSpiga.

11 luglio 2011

Proseguirà la spendida esperienza dei Comitati CONTRO IL NUCLEARE

Si è tenuta sabato scorso a Roma l’Assemblea nazionale del Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” a cui aderiscono centinaia di realtà in tutta Italia e al quale ha anche aderito il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

“L’Assemblea si è svolta in una affollatissima sala dove sono state presentate le fantastiche testimonianze di questa esperienza referendaria. I convenuti provenivano da molte regioni d’Italia. Le loro testimonianze hanno rappresentato uno spaccato della vita di quei luoghi e dei diversi modi in cui si è resa possibile un’aggregazione tra tutte le componenti sociali”, afferma Simone Spiga, Portavoce del Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

La mobilitazione del mese scorso ha dimostrato la grande volontà di partecipazione dei cittadini e di chi, fra questi (circa il 16% da studi effettuati), ha sentito la necessita di attivarsi per promuovere la partecipazione al voto. 

La relazione conclusiva si è soffermata sulla necessità di proseguire il percorso su quattro punti fondamentali, che sono il “manifesto” dal quale far partire le energie che si sono sprigionate dal Comitato “Fermiamo il Nucleare”, che sono: 

A)porre l’emergenza climatica al primo posto nelle determinazioni territoriali globali e locali con il superamento delle fonti fossili per l’approvvigionamento energetico; 

B) riportare all’interno del movimento antinuclearista europeo le esperienze ed i risultati ottenuti in Italia;

C) richiesta e/o proposizione di un piano energetico nazionale e locale che si basi su tre principi fondamentali: 

  • 1. Riduzione dei consumi e risparmio energetico; 
  • 2. Raggiungimento dell’efficienza energetica nei sistemi; 
  • 3. Approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; 

D) Armonizzazione e riqualificazione delle tematiche del lavoro al nuovo scenario energetico.

“Durante l’Assemblea si è focalizzata l’attenzione sul dotarsi di strumenti di lavoro , a partire dalla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, perché si ritiene necessario un salto qualitativo culturale che porti le Popolazioni ad interagire con la “novità” dei rinnovabili, al fine di avere un quadro complessivo della situazione energetica in Italia”, conclude Simone Spiga.




permalink | inviato da fareverdecagliari il 11/7/2011 alle 13:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 luglio 2011

Efficienza energetica: nuova direttiva da Bruxelles

La Commissione europea ha lanciato la proposta legislativa per una nuova Direttiva sul risparmio e sull’efficienza energetica

 

La nuova direttiva del 22 giugno 2011del Consiglio energia , che abroga la direttive precedenti del 2004/2008/EC e 2006/32/EC,  supportato anche dal Parlamento Europeo che ha ribadito ad inizio mese che venisse al più presto adottata dai 27 una nuova strategia a favore del risparmio e dell’efficienza energetica in vista della scadenza dell’obiettivo secondo cui gli stati membri, al 2020, dovrebbero aver raggiunto il 20% in termini diefficienza energetica.

 

 

La commissione ha comunicato che continuando con gli attuali standard, gli obiettivi del pacchetto20-20-20 verranno raggiunti solo per metà, causando danni allacompetitività

“La nostra proposta mira a renderepiù efficiente l’uso dell’energia nella nostra vita quotidiana e ad aiutare i cittadini, le autorità pubbliche e l’industria a gestire meglio il loro consumo energetico. Ciò dovrebbe anche concretizzarsi in bollette più contenute e creare un forte potenziale per nuovi posti di lavoro in tutta l’UE” ha dichiarato Günther Oettinger, commissario europeo per l’Energia.

 

Attraverso la nuova proposta di direttiva sull’efficienza energetica la Commissione vuole che vengano trasformate in misure vincolanti molte delle azioni chiave contenute nel piano di efficienza energetica prevedendo inoltre, al 2014, una valutazione dei progressi effettuati formulando, in caso dinecessità, una nuova proposta legislativa ad hoc.

 

È da constatare come senza obblighi fissi gli Stati membri non abbiano saputo pianificare strategie di efficienza energetica precisi capaci di raggiungere i risultati attesi per il 2020.

 

L'Italia, che ha detto no a fatui e costosi investimenti sul nucleare, dovrebbe porre in cima alla lista di investimenti per il Paese l'efficienza e risparmio energetico.

Per Fare Verde, che da sempre ha a cuore queste tematiche e propone risparmio ed efficienza in primis, l'Italia, stretta dal responso referendario e dai nuovi vincoli europei, deve realizzare il passaggio ad un sistema meno energivoro, fondato sul risparmio energetico, sull’efficienza, sulle fonti rinnovabili. C'è molto da fare, a partire dall'adeguamento delle reti elettriche che in molti casi non consentono l'installazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili poiché le reti presenti non sono in grado di assorbire l'elettricità prodotta.

 

 

Nello specifico la nuova direttiva propone:

 

• obbligo giuridico per tutti gliStati membri di istituire regimi di risparmio energetico: le società di distribuzione o di vendita di energia al dettaglio saranno obbligate a risparmiare ogni anno l’1,5% del volume delle proprievendite, attuando tra i consumatori finali di energia interventi diefficienza energetica quali ad esempio il miglioramentodell’efficienza del sistema di riscaldamento, l’installazione didoppi vetri o l’isolamento dei tetti. In alternativa, gli Statimembri hanno la possibilità di proporre altri meccanismi dirisparmio energetico, ad esempio programmi di finanziamento o accordivolontari in grado di portare agli stessi risultati senza peròimporre alcun obbligo alle imprese del settore.

 

• Il settore pubblico daràl’esempio: gli enti pubblici si impegneranno a favore delladiffusione sul mercato di prodotti e servizi a basso consumoenergetico sottostando all’obbligo legale di acquistare edifici,prodotti e servizi efficienti sotto il profilo energetico. Essidovranno inoltre ridurre progressivamente l’energia consumata neipropri locali effettuando ogni anno i necessari lavori di rinnovo sualmeno il 3% della superficie totale di tali locali.

 

• Importanti risparmi energetici peri consumatori: i consumatori saranno in grado di gestire meglio ipropri consumi energetici grazie ad un accesso semplice e gratuito aidati riguardanti il consumo in tempo reale e l’evoluzione deiconsumi, avvalendosi di contatori individuali più accurati. Lafatturazione dovrebbe basarsi sul consumo effettivo, calcolato sullabase dei dati rilevati sul contatore.

 

• Industria: le PMI sarannoincentivate a sottoporsi a audit energetici e a diffondere lemigliori pratiche, mentre le grandi imprese dovranno effettuare unaudit del proprio consumo energetico che le aiuterà ad individuaredove è possibile ridurre i consumi. Gunther Oettinger direttivaefficienza energetica

 

• Efficienza della produzione dienergia: monitoraggio dei livelli di efficienza delle nuove capacitàdi produzione di energia e definizione di piani nazionali diriscaldamento e raffreddamento (calore e freddo) come base per unapianificazione sana di infrastrutture di riscaldamento eraffreddamento efficienti, che prevedano anche il recupero del caloredisperso.

 

• Trasmissione e distribuzionedell’energia: migliorare l’efficienza garantendo che le autoritàdi regolamentazione nazionali del settore energetico tengano conto,nelle loro decisioni, di criteri di efficienza energetica, inparticolare al momento dell’approvazione delle tariffe di rete.

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