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28 agosto 2007

INCENDI: ALEMANNO, NESSUN PIANO EVERSIVO MA PIROMANI DEVONO PAGARE =

Roma, 28 ago. (Adnkronos) - 'Da noi nessun piano eversivo, ma i piromani devono pagare'. In una intervista a 'Il Giornale', l'ex ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, parla dell'emergenza incendi. 'Io sono assolutamente d'accordo con l'attuazione di una politica di repressione piu' dura -dice l'esponente di An- E se e' necessario, si mettano pure le taglie.
Pero', deve essere altrettanto chiaro che non e' questa la soluzione.
Vaste aree del nostro territorio versano in uno stato di abbandono.
Sono di fatto nelle mani di persone che non hanno cognizione di che cosa sia la cultura ambientale e non hanno idea di quello che significa prevenzione'.

In Italia, spiega Alemanno,'i focolai sono appiccati soprattutto da pastori e agricoltori. Pero' questo governo ha raggiunto il minimo storico di investimenti per la prevenzione'.

27 agosto 2007

ANIMALI: VELIERO DELFINI; PRIMO PREMIO A LA MADDALENA

CAGLIARI, 27 AGO - Dopo 50 giorni di navigazione, 24 tappe e 1.500 miglia, il Veliero di Cts Ambiente ha eletto La Maddalena Localita' Amica dei Delfini 2007, conferendole il primo premio.
La quinta edizione della campagna Il Veliero dei Delfini e' stata realizzata in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed ha voluto sondare, durante il suo lungo tragitto estivo, lo stato di salute dei cetacei nei nostri mari, evidenziando i fattori di rischio per la sopravvivenza di questa specie. Durante le varie tappe della navigazione lo staff di bordo ha, quindi, effettuato un'indagine su Amministrazioni ed Enti Gestori per verificare l'effettivo impegno per la tutela della biodiversita' marina. Tramite la somministrazione di un questionario per 'pesare' alcuni indicatori di salvaguardia attiva dei mammiferi marini, lo staff del Veliero e' giunto dunque a riconoscere a La Maddalena il palmare's di Localita' Amica dei Delfini. In Sardegna vi e': la presenza di un'Area Marina Protetta, capace di indirizzare le politiche di gestione ad una concreta sostenibilita' con particolare riferimento al traffico nautico, e l'impegno dell'Ente nell'informazione e sensibilizzazione di turisti e comunita' residente.
Nella classifica del Cts Ambiente una menzione speciale e' poi stata riservata ad Acciaroli nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Sono dieci in totale le bandiere consegnate dallo staff di Cts ai rappresentanti istituzionali delle localita' predilette dai delfini: le altre sono Cala Gonne, Ventotene, Ischia, Lipari, Palermo, Riposto, Brancaleone e Roccella Jonica. (ANSA).

27 agosto 2007

CALDO, COLDIRETTI: PER EVITARE MALORI ATTENZIONE ALL'ALIMENTAZIONE

 Roma, 27 ago - Assumere molta frutta e verdura fresca di stagione ed evitare i super alcolici, specie durante le ore pomeridiane e subito dopo un pasto abbondante aiuta a prevenire il rischio di colpi di calore che aumenta nell'attuale fase meteorologica che è caratterizzata da temperature alte, soprattutto sull'Italia centro-meridionale che potrebbero creare problemi alla salute della popolazione a rischio (anziani, assuntori di farmaci e bambini). E' quanto consiglia la Coldiretti sulla base delle precauzioni elaborate dal Centro di ricerche in Bioclimatologia Medica.
Durante le ore calde della giornata il consiglio della Coldiretti è di assumere molti liquidi ricchi di vitamine e sali minerali, come succhi di frutta, in modo particolare dopo l'esposizione al sole nelle zone ventose, data la grande evaporazione, a livello della pelle. L'obiettivo - continua la Coldiretti - è di evitare qualche noioso episodio di disidratazione, che si manifesta con pelle calda e secca, sensazione di disagio a livello dei tendini, dei muscoli e dei nervi, cefalea ingravescente, diminuzione della pressione, fino a giungere, nei casi estremi, o al colpo di calore o al collasso da calore. In situazioni meteorologiche caratterizzate da caldo moderato o intenso o se si è accaldati a causa del caldo (umido o secco) è fermamente sconsigliato bere bibite ghiacciate. L'improvviso raffreddamento indotto dal liquido molto freddo può ridurre considerevolmente la funzionalità dell'apparato digerente determinando fenomeni congestizi. La sintomatologia si presenta con crampi allo stomaco, sudorazioni fredde, pallore improvviso e può anche comparire uno stato febbrile. Al mattino , in modo particolari nei periodi molto caldi, nei soggetti astenici, abulici, fiacchi, con scarsa attenzione, concentrazione e memoria è opportuno utilizzare pappa reale, propoli e spremute zuccherate e diluite. Per combattere l'insonnia favorita dal grande caldo per la sera è consigliabile scegliere cibi adeguati come pasta, riso, insalate, yogurt, formaggi freschi, uova bollite e frutta dolce (uva, pesche e nettarine) che aiutano a rilassare l'organismo. A differenza vanno evitati gli alimenti conditi con molto pepe e sale ma anche con curry, paprika in abbondanza ed ancora patatine in sacchetto, salatini, alimenti in scatola e minestre con dado da cucina, i veri nemici del riposo che le alte temperature rendono più difficile. Attenzione però anche a caffè, cacao e superalcolici che spesso accompagnano le serate in compagnia nei luoghi di vacanza ed anche agli alimenti in scatola che garantiscono praticità ai turisti che non vogliono perdere tempo nella preparazione dei cibi ma che - precisa la Coldiretti - sono considerati a "rischio" per chi vuole riposare tranquillamente. Esistono invece cibi che - evidenzia la Coldiretti - aiutano a rilassarsi per la presenza di un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione ma effetti positivi nella dieta serale si hanno con legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi e yogurt,. Tra le verdure - conclude la Coldiretti - al primo posto la lattuga, seguita da cipolla e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il riposo.


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26 agosto 2007

INCENDI: CATASTO, IN SARDEGNA IN REGOLA SOLO 5% COMUNI/ANSA

 CAGLIARI, 26 AGO - Meno del 5 per cento dei Comuni sardi, secondo quanto accertato dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (Cfva) della Regione Autonoma della Sardegna, ha il catasto incendi ed e' quindi in regola con la legge quadro nazionale 353/2000 in materia di incendi boschivi.
L'isola e' pero' all'avanguardia nazionale per il sistema di rilevamento di tutti gli incendi, e non solo quelli boschivi come avviene in altre regioni. 'Grazie al rilevamento satellitare e al gps - spiega Giuseppe Delogu, comandante del Cfva - siamo in grado di realizzare la mappatura delle aree percorse dagli incendi con uno scarto massimo di 2-3 metri rispetto al bordo esterno. A breve le mappe saranno disponibili sul sito web della Regione sarda consentendo ai Comuni collegati in rete di poter effettuare la sovrapposizione delle mappe incendi a quelle catastali'.
Secondo il comandante del Corpo Forestale regionale sardo la sovrapposizione potra' essere effettuata in maniera semplice, con gli strumenti di uso routinario in qualsiasi ufficio tecnico comunale. All'ottimismo di Delogu fa riscontro, pero', la preoccupazione dei sindaci. 'La difficolta' a creare un catasto - sostiene il primo cittadino di Olbia, Gianni Giovannelli - sta nella carenza del Comune che non dispone ancora di una cartografia aggiornata. La legge in materia e' complessa e merita approfondimenti sui risvolti reali relativi ai vincoli imposti dalla legge sulle aree bruciate'.
Per Libero Meloni, dirigente dell'Assessorato ai Lavori pubblici e Ambiente del Comune di Arzachena (Olbia-Tempio) la difficolta' principale consiste nel fatto che le planimetrie non sono aggiornate secondo i parametri imposti dall'articolo 10 della legge 353.
Anche l'assessore all'Urbanistica del Comune di Nuoro, Paolo Cottu, pone l'accento sulle attuali difficolta' tecniche. Il sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana, paventa, invece, il rischio che le norme sul catasto incendi possano costituire un ulteriore incentivo a bruciare. 'Chi vuole colpire qualcuno sarebbe enormemente facilitato e i proprietari delle aree percorse dal fuoco col vincolo di attivita' sul terreno, si subirebbe due volte il danno e andrebbe in fumo ogni progetto'.
Preoccupazione che e' condivisa anche dal comandante del Cfva. 'A questo proposito potrebbe essere opportuna una modifica della legge nazionale - dice Delogu - che tenga conto di queste tematiche che non sono specifiche solo del tessuto sociale sardo. E nella legge potrebbe essere applicata anche la norma che in caso di inerzia del Comune valga la cartografia ufficiale realizzata dal Cfva'. (ANSA).


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24 agosto 2007

MEDITERRANEO: VELIERO DELFINI, A RISCHIO 30 SPECIE SQUALI

Gli squali del Mediterraneo sembra che nuotino proprio in cattive in acque. Dopo il crollo spaventoso a cui si e' assistito negli ultimi 10 anni lungo le coste atlantiche, dove si e' registrata una diminuzione dell'85-90% della popolazione, ora il problema sembra riguardare anche il Mediterraneo.
A lanciare l'allarme sono i biologi del CTS Ambiente impegnati nella quinta edizione del Veliero dei Delfini, la campagna in difesa dei cetacei promossa in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente che quest'anno rivolge la sua attenzione, oltre che ai delfini, anche agli squali.
'Delle oltre 80 specie di squali e razze presenti nel Mar Mediterraneo, piu' di 30 sono a rischio - dichiara Simona Clo', Responsabile del Settore Conservazione Natura del CTS -. Solo 3 sono protette: lo squalo bianco, lo squalo elefante e la manta'.
Il Veliero dei Delfini, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria Legapesca, AGCI Agrital e Federcoopesca, sta raccogliendo dai pescatori informazioni sulla presenza storica e recente delle 3 specie di squali protette nelle 25 localita' toccate durante l'estate dalla campagna.
Secondo i pescatori, l'incontro con questi pesci sta diventando un evento sempre piu' raro, soprattutto per quanto riguarda lo squalo bianco, mentre sono state segnalate concentrazioni 'particolari' di squalo elefante negli anni passati, in particolare in Sardegna.
Due le principali cause della progressiva rarefazione delle specie: da un lato il degrado dell'habitat, dall'altro le catture accidentali effettuate dalle reti fisse e da altri attrezzi da pesca . 'Per fortuna qualcosa si sta finalmente muovendo - commenta Stefano Di Marco Vice Presidente Nazionale del CTS. L'ICRAM - l'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare - su incarico del Ministero dell'Ambiente ha recentemente predisposto le linee guida per un piano d'azione nazionale sugli squali contenente indicazioni su interventi da realizzare nel breve, medio e lungo termine per assicurare a questi animali adeguate misure di conservazione'. (ANSA).


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23 agosto 2007

CINA: GREENPEACE, ANCHE ITALIA PIENA DI PRODOTTI TOSSICI =

 Roma, 23 ago - Ieri in Nuova Zelanda sono stati posti sotto sequestro numerosi prodotti provenienti dalla Cina e contenenti sostanze tossiche. Greenpeace ammonisce: 'In Italia sono stati ritirati alcuni giocattoli ma e' seriamente il caso di allargare i controlli anche nel nostro Paese'. L'associazione ambientalista da anni denuncia le sostanze tossiche contenute in alcuni prodotti presenti sugli scaffali Italiani.
'I recenti scandali sulle importazioni di prodotti dalla Cina - spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Toxic di Greenpeace - a partire dai dentifrici ai giocattoli e tessuti per bambini, che sono stati proibiti in Europa ed in America perche' considerati pericolosi per la salute, impongono una riflessione profonda sulla necessita' di adottare da una parte una regolamentazione internazionale in materia che possa uniformare il settore e dall'altra di effettuare controlli piu' severi'.
Greenpeace chiede alla Commissione europea di aumentare la pressione per adottare REACH (la recente riforma della chimica europea) ed il principio di sostituzione a livello globale cosi' da evitare la coesistenza di differenti standard e linee di produzione industriale tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, oltre che spingere l'industria ad eliminare tutti quei composti potenzialmente pericolosi per sostituirli con altri sicuri.
Questi episodi mostrano, ancora una volta, ai nostri decisori politici i limiti del principio del 'controllo adeguato' delle sostanze pericolose, che una volta prodotte ed immesse sul mercato rientrano inevitabilmente nell'ambiente e quindi, attraverso la catena alimentare, arrivano a contaminare anche l'uomo.
'Le cattive gestioni industriali dovute a ragioni essenzialmente economiche - ammonisce Vittoria Polidori - non devono in alcun modo ledere e compromettere la salute dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente in genere'.


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22 agosto 2007

BALENE HANNO LASCIATO ARCIPELAGO LA MADDALENA

 LA MADDALENA (OLBIA-TEMPIO), 22 AGO - Hanno lasciato le acque ricche di plancton dell'arcipelago della Maddalena e sono state avvistate per l'ultima volta alle 16 nelle Bocche di Bonifacio le due balene, lunghe 20 metri, che per tutta la giornata di ieri avevano rischiato di arenarsi nelle acque basse tra la rada di Santo Stefano e Caprera.
I due cetacei ieri erano riapparsi al tramonto tra gli yacht in navigazione nel canale che separa La Maddalena dalla Sardegna, dopo che un intervento coordinato della Guardia Costiera, dell'Ente Parco dell'Arcipelago, della Polizia di Stato e di volontari li aveva allontanati dalle acque basse respingendole al largo. Le balene sono state seguite per tutta la notte dai gommoni dei volontari per proteggerle da 'incontri ravvicinati' con le numerose imbarcazioni che transitano nella zona dove i due mammiferi marini avevano deciso di nutrirsi.
Alle nove del mattino i due cetacei hanno cambiato rotta e sono passate tra le isole di Spargi e Budelli nuotando verso la Corsica.
Il centro di controllo 'Guardia Vecchia' della Guardia Costiera, dopo le 16 non ha avuto altre segnalazioni sulle balene e gli esperti del centro cetacei ritengono che sia scongiurato il pericolo di un loro ritorno nelle acque dell'arcipelago a breve termine. (ANSA).


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22 agosto 2007

BALENE HANNO LASCIATO ARCIPELAGO LA MADDALENA

 LA MADDALENA (OLBIA-TEMPIO), 22 AGO - Hanno lasciato le acque ricche di plancton dell'arcipelago della Maddalena e sono state avvistate per l'ultima volta alle 16 nelle Bocche di Bonifacio le due balene, lunghe 20 metri, che per tutta la giornata di ieri avevano rischiato di arenarsi nelle acque basse tra la rada di Santo Stefano e Caprera.
I due cetacei ieri erano riapparsi al tramonto tra gli yacht in navigazione nel canale che separa La Maddalena dalla Sardegna, dopo che un intervento coordinato della Guardia Costiera, dell'Ente Parco dell'Arcipelago, della Polizia di Stato e di volontari li aveva allontanati dalle acque basse respingendole al largo. Le balene sono state seguite per tutta la notte dai gommoni dei volontari per proteggerle da 'incontri ravvicinati' con le numerose imbarcazioni che transitano nella zona dove i due mammiferi marini avevano deciso di nutrirsi.
Alle nove del mattino i due cetacei hanno cambiato rotta e sono passate tra le isole di Spargi e Budelli nuotando verso la Corsica.
Il centro di controllo 'Guardia Vecchia' della Guardia Costiera, dopo le 16 non ha avuto altre segnalazioni sulle balene e gli esperti del centro cetacei ritengono che sia scongiurato il pericolo di un loro ritorno nelle acque dell'arcipelago a breve termine. (ANSA).


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22 agosto 2007

Cagliari: Quartiere del Sole, guerra sul palazzo

Tratto da L'Unione Sarda

L'edificio sorgerà in una zona di villette. Proteste anche per la distanza dalle saline.
Non è stato fatto un grande sforzo di fantasia: gli abitanti del Quartiere del Sole lo hanno ribattezzato l' ecomostro . Definizione, forse, un po' esagerata. Soprattutto perché quella costruzione ancora non esiste. Il pomo della discordia è un terreno in via Isola Gallinara, a ridosso delle saline, dove, attualmente, sorge una villa. E dove, prima o poi, sarà edificata una palazzina di cinque piani più l'attico. Una costruzione che fa infuriare gli abitanti del quartiere: sorgerebbe, sostengono, in una zona di villette e finirebbe con il deturpare il panorama.
LA VICENDA Tutto è nato dopo che la Progetto Casa Costruzioni si è aggiudicata, in un'asta giudiziaria, il terreno del Quartiere del Sole dove attualmente sorge una villetta. Circa un milione e mezzo di euro di investimento con l'obiettivo di demolire la struttura attuale e creare, al suo posto, una palazzina di circa 17 metri. Prospettiva che ha fatto infuriare molti.
LE LAMENTELE Facili da intuire i motivi della protesta. In primo luogo, chi si lamenta sostiene che quell'edificio, inserito in una zona caratterizzata da villette, sarebbe un pugno nell'occhio: in particolare, alcuni dei vicini non sopportano l'idea di avere nel terreno a fianco non più una casetta uni o bifamiliare ma una vera e propria palazzina. Ed è cominciata una battaglia sotterranea che ha finito con il coinvolgere anche alcune associazioni ambientaliste.
LA ZONA Secondo questi gruppi, il palazzo sarebbe in distonia rispetto agli edifici della zona. A sostegno di questa tesi, gli ambientaliste citano il Puc che, all'articolo 75, prevede “l'armonizzazione da parte della Commissione edilizia dei nuovi edifici a quelli contigui preesistenti”. Per intendersi, giudicano intollerabile il fatto che sorga un palazzo in una lottizzazione nella quale ci sono quasi esclusivamente villette.
LE SALINE Inutile tentare di stabilire chi ha torto e chi ha ragione. Non a caso, il motivo di doglianza principale da parte degli ambientalisti (ma anche di un gruppo di cittadini che ha affidato a un avvocato le proprie ragioni) è un altro: sostengono che quell'area ricade nella fascia di rispetto dei cento metri dal limite perimetrale delle saline, qualificate dal Piano paesaggistico regionale come “bene identitario”. Secondo questa normativa, è possibile costruire soltanto oltre quel limite. Dunque, sulla base di queste considerazioni giuridiche, associazioni ambientaliste e cittadini hanno chiesto al Comune di negare il permesso per la demolizione della villa e per la successiva costruzione del palazzo.
IL COMUNE Ma le loro richieste sono cadute nel vuoto: lo scorso 4 luglio il Servizio edilizia privata del Comune ha concesso alla Progetto Casa Costruzioni “di eseguire i lavori relativi a realizzazione di un fabbricato a destinazione residenziale previa demolizione del fabbricato esistente”. Atto che ha fatto infuriare gli abitanti della zona. «Se non avessi dato quella concessione», afferma il dirigente del servizio Mario Mossa, «avrei commesso un abuso d'ufficio. La documentazione che mi è stata presentata era assolutamente in regola».
LE RAGIONI Nessun problema per la cubatura, rispettata dal progetto presentato dalla società. E la questione della distanza dalle saline? Secondo chi protesta la nuova costruzione è sotto i cento metri dall'area. A testimonianza di questo portano anche una foto scattata dal satellite. «Da una perizia giurata in Tribunale», ribatte Mossa, «risulta che la distanza è di qualche metro superiore ai cento metri. Chi protesta, può eventualmente proporre un'altra perizia e poi sarà un terzo a stabilire la reale distanza». Non soltanto: oltre alla valutazione fatta da un geometra, ci sono anche altri documenti ufficiali. «Esistono anche due pareri espressi dalla Regione: io non sono chiamato a sindacare, devo soltanto limitarmi ad applicare la legge. E le leggi, in questo caso, mi hanno imposto di dare la concessione per costruire quell'edificio». La parola fine sulla questione? Difficile da credere. È certo che la battaglia dei cittadini e degli ambientalisti continuerà. Forse inutilmente: magari verrà fuori un palazzo che creerà qualche problema. Ma se la legge consente agli impresari di costruire, c'è poco da fare.


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20 agosto 2007

INCENDI: SARDEGNA, AGRICOLTORE ARRESTATO DA FORESTALI

CAGLIARI, 20 AGO - Un agricoltore di Sorso (Sassari), Gavino Chessa, di 58 anni, e' stato arrestato dagli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna con l'accusa di incendio doloso: l'uomo sarebbe stato colto in flagrante mentre appiccava fuoco alla periferia di Sorso gettando dal finestrino della sua auto pallottole di carta infuocate.
Le indagini dei Forestali della Stazione di Sassari erano cominciate nei giorni scorsi a seguito dei diversi incendi di sterpaglie divampati in localita' 'Lu Barrili', roghi che non hanno creato allarme, ma sono stati prontamente domati dal Corpo Forestale. Grazie alle numerose segnalazione effettuate al 1515, gli agenti sono riusciti a risalire al responsabile degli incendi.
Chessa e' stato appunto colto in flagranza di reato mentre, a bordo della sua Fiat Punto bianca, lanciava pallottole di carta da cucina infuocate. Chessa e' stato immediatamente fermato ed arrestato. Il giudice delle indagini preliminari ha convalidato l'arresto e l'uomo, trattenuto nella notte nella camera di sicurezza della Stazione forestale, e' stato scarcerato e sottoposto a misure cautelari in attesa di processo. (ANSA).


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