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30 ottobre 2007

AGROALIMENTARE/ COLDIRETTI: 67% ITALIANI RITIENE OGM NON SALUTARI





Roma, 30 ott. (Apcom) - Due italiani su tre (67%) ritengono che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali. La quota di contrari agli Ogm sale ancora se si guarda ai giovani e ai laureati. A sottolinearlo è la Coldiretti nella giornata in cui l'Italia dovrebbe chiedere all'Ue uno stop alle coltivazioni transgeniche. L'opinione della popolazione rispetto al problema della presenza di Ogm negli alimenti emerge da una indagine Coldiretti-SWG presentata nell'ultimo Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio. La ricerca è stata estesa anche a consumatori di altri Stati. "La stessa diffidenza - sottolinea infatti la Coldiretti in una nota - si registra anche in altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna dove la quota dei `preoccupati' è in media del 63%. Anche se il quadro è piuttosto variegato i maggiori Paesi europei manifestano ostilità, o quanto meno perplessità, nei confronti degli Ogm come in Francia e Germania dove si registra una evidente avversione, mentre in Gran Bretagna c'è molta incertezza sul tema e in Spagna ai numerosi dubbi si accompagna una minore diffidenza".

Secondo l'organizzazione agricola, questo atteggiamento non è frutto di una condizione ideologica ma di un approccio economico al problema "che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale". Da qui la richiesta dei coltivatori.
Dopo l'annuncio della Francia di sospendere le colture Ogm la stessa cosa dovrebbe fare l'Italia. Il nostro Paese - spiegano i rappresentanti dei produttori - ha una ragione in più, per difendere la scelta di evitare a livello nazionale di coltivare produzioni Ogm, perché può vantare i primati raggiunti sul piano della qualità, sicurezza alimentare ed ambientale dall'agricoltura nazionale. Dalla nostra alcuni numeri come le 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell'albo comunitario sul totale di 756 (21,5%), il fatto che una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%), che la superficie nazionale coltivata a biologico che rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue. "Ma anche - conclude la Coldiretti - perché l'Italia ha il record assoluto del 98,5% dei campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei limiti di legge".

Cagliari: No agli Ogm, prosegue la raccolta firme in Via Giudicessa Benedetta, 46 
TUTTI I MARTEDI E I GIOVEDI DALLE 10.00 ALLE 11.00 E DALLE 19.00 ALLE 20.00
VIA GIUDICASSA BENEDETTA, 46 - CAGLIARI

30 ottobre 2007

Non di soli Ogm vive l´uomo

Tratto da Greenreport

LIVORNO. Sulla questione degli organismi geneticamente modificati, si stanno combattendo in questi giorni nuove crociate tra chi vorrebbe vantarne le magnifiche sorti e progressive e chi invece ne vede la fine del futuro di un’agricoltura che rispetti i criteri della sostenibilità. Con l’Europa che si spacca, ma dà il via libera a quattro alimenti ogm, la Francia che annuncia la moratoria e ben 30 sigle in Italia che stanno raccogliendo le firme per un futuro ogm free, e una parte della comunità scientifica che rivendica la possibilità di fare ricerca e di non rimanere al palo.

Uno dei cavalli di battaglia molto utilizzato da parte dei sostenitori delle biotecnologie tout court è quello che da sempre ci cibiamo di prodotti, dal riso al grano passando per il pomodoro, che altro non sono che organismi geneticamente modificati. Affermazione veritiera, dal momento che le pratiche di miglioramento genetico sono in uso da oltre diecimila anni; quello che si omette di dire è però la modalità con cui queste modifiche genetiche sono state ottenuti. Che è poi il vero nodo della discussione.

Nelle pratiche di miglioramento genetico, la tecnica principalmente usata non fa altro che interpretare quello che già avviene in natura, ovvero l’incrocio. Solo che la selezione dei partner viene fatta dal miglioratore genetico. E l’incrocio viene fatto tra specie che hanno caratteristiche complementari o tra specie diverse ma affini ovvero in grado di fecondarsi tra di loro.

L’esempio probabilmente più importante di questa pratica è quello dell’introduzione in specie coltivate della capacità di resistere alle malattie, presente in molte specie selvatiche affini. Con queste pratiche, a differenza di quanto accade con le biotecnologie avanzate, non s’introducono mai nuove funzioni, semmai si modificano quelle già fissate durante l’evoluzione. Una sorta di velocizzazione della selezione naturale delle specie.

Ben diversa quindi dalle tecniche di ingegneria genetica utilizzate per produrre ogm: in questo caso viene inserito un solo gene e il trasferimento può avvenire fra specie che non si potrebbero in alcun modo incrociare naturalmente.
Inoltre a differenza degli incroci fatti per migliorare le specie in cui il risultato è spesso il frutto di molte prove e quindi di tempi lunghi per l’ attesa della caratteristica esterna (fenotipica) desiderata, nell’ingegneria genetica per ovviare al dispendio di tempo, di terreno e denaro, si inserisce insieme al gene desiderato un altro gene che rende la pianta resistente ad un agente tossico per i vegetali, in modo che poste su un terreno contenente quell’antibiotico, si rigenereranno in provetta solo le piante resistenti. Il potenziale problema che potrebbe derivare da questa pratica è allora quello che l’ingestione di un prodotto così trasformato, con la resistenza ad un antibiotico, potrebbe determinare il passaggio del Dna che contiene questa informazione ad eventuali batteri presenti nell’apparato digerente dell’uomo o dell’animale che l’hanno ingerito. Contribuendo a rendere alcuni batteri resistenti ad antibiotici.

C’è poi un’altra caratteristica che hanno queste piante, tra quelle portate a favore dei sostenitori degli ogm in agricoltura: dal momento che i caratteri alterati nell’oltre il 90% delle piante transgeniche è rappresentato dalla resistenza ai diserbanti e la resistenza agli insetti, questo produrrebbe il risultato di avere un minor consumo di sostanze chimiche, per la coltivazione di queste determinate piante. A parte il problema (ancora controverso) delle allergie che sarebbero provocate nell’uomo dall’ingestione delle piante resistenti agli insetti (ottenute trasformando la pianta con un gene, derivante da un batterio, che induce la sintesi di una proteina letale per un gruppo limitato di insetti), c’è poi la dipendenza di questa agricoltura a certi diserbanti. Che ovviamente vengono venduti assieme alle sementi. E che ovviamente sono prodotti dalle stesse aziende che detengono i brevetti delle piante transgeniche con la resistenza a quel determinato tipi di diserbante.

E le piante transgeniche vengono considerate assolutamente equivalenti alle piante naturali per quanto riguardo i controlli, in base al principio della sostanziale equivalenza che si richiede di adottare per ricevere permessi di coltivazione e commercializzazione, ma poi assolutamente differenti per quanto riguarda la proprietà intellettuale e quindi i brevetti che le coprono. A proposito di interessi precostituiti che qualcuno ventila essere in realtà dietro alle motivazioni degli oppositori di queste tecnologie in agricoltura, rei di avere avuto come risultato un analogo fronte bipartisan contrario alla loro introduzione in Italia, rappresentato da Pecoraro Scanio prima e poi da Alemanno, come ministri dell’agricoltura.
Ma se di interessi precostituiti di deve parlare è allora quantomeno d’obbligo citare quelli che stanno dietro una parte del mondo scientifico che invoca alla necessità di fare ricerca e che altro non sono che spinti dalle multinazionali che su questo hanno investito.
E a questo punto torna l’annoso tema della necessità di finanziare una ricerca pubblica che non abbia altro interesse se non quello di portare avanti i livelli di conoscenza scientifica. E che, senza orpelli, possa essere orientata verso la sostenibilità.


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29 ottobre 2007

Fare Verde: Grande successo della due giorni sul compost e contro gli Ogm

 

Si è svolta sabato e domenica scorsi la due giorni promossa da Fare Verde che ha consistito nella distribuzione gratuita di compst, concime derivante dai rifiuti umidi e nella raccolta firme in sostegno all'agroalimenatre italiano contro l'introduzione in Italia degli Ogm.
Alla manifestazione hanno aderito, Azione Giovani, movimento giovanile di Alleanza Nazionale e Fiamma Tricolore.
La manifestazione svolta presso il Centro della Cultura Contadina in Via S. Alenixedda 2  ha visto la distribuzione di 110 kg di compost gratuito e la raccolta di oltre 400 firme contro gli Ogm.
"Il risultato è eccezionale, siamo riusciti a mobilitare tanti cittadini su due argomenti che consideriamo importanti per il futuro dell'Italia, della sua agricoltura e della salute per gli italiani", afferma Simone Spiga, Responsabile regionale di Fare Verde.
"Quello che è emerso, perchè esistono delle note dolenti, riguardano la contrarietà dei cittadini cagliaritani nei confronti della gestione della raccolta differenziata in città, infatti con l'aumento del 20% della Tarsu, si chiede l'immediato inizio della raccolta differenziata"..."porta a porat in alcuni quartieri in cui vi sono spazi ampi e villette come ad esempio il Quartiere Europeo, Pirri e Genneruxi e in altre zone vanno studiate altre modalità, quello che oggi emerge è la mancanza di volontà del'Ammnistrazione Comunale a sostenere una reale politica di tutela ambientale in materia di raccolta differenziata", conclude Simone Spiga.




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27 ottobre 2007

Cagliari: Grande successo per l'iniziativa di Fare Verde e Azione Giovani

E' iniziata questa mattina a partire dalle ore 10.30 la mobilitazione indetta da Fare Verde e da Azione Giovani per il compostaggio domestico e contro gli Ogm, nelle due ore e mezza di mobilitazione presso il Centro della Cultura Contadina in Via S. Alenixedda a Cagliari sono stati distribuiti oltre 40 kg di compost, concime derivante da rifiuti umidi e sono state inoltre raccolte oltre 200 firme per la consultazione nazionale indetta dalla Coalizione Europa Italia Liberi dagli Ogm.
La manifestazione proseguirà questo pomeriggio dalle 17.00 fino alle 19,30 sempre nello spazio di Via S. Alenixedda.
Chiunque volesse può partecipare e ricevere informazioni sul compostaggio e sulla raccolta differenziata.

26 ottobre 2007

Meno rifiuti in città, più qualità in campagna. Compost gratis per tutti, da provare con le piante in giardino o sul balcone di casa

 


Fare Verde anche in Sardegna nei giorni 27 e 28 ottobre distribuirà gratuitamente sacchetti di compost, il terriccio organico derivante dal recupero dei rifiuti organici, da usare per le piante in giardino o sul balcone.
Questa iniziativa dal titolo: “meno rifiuti in città, più qualità in campagna”, è promossa per dimostrare quanto sia facile ottenere dai rifiuti terra fertile, che si prefigge di promuovere una tecnica già nota al tempo dei nostri nonni, che però, a causa di un'arrestabile corsa tecnologia, è stata sostituita dall'uso sempre più indiscriminato di fertilizzanti e concimi chimici, i quali, già dannosi per la salute umana, contribuiscono all'inquinamento atmosferico e all'alterazione dell'intero ecosistema naturale.
Negli ultimi anni, grazie ad una graduale rieducazione e al diffondersi della raccolta differenziata, sono stati fatti notevoli passi avanti, ed ora, grazie alla tecnica del compostaggio, oltre a plastica, carta e alluminio, anche il resto dei rifiuti, meglio noti come frazione umida, uniti al terreno e a quello che viene definito "scarto verde", potranno essere riutilizzati come fertilizzanti, dando vita così ad un nuovo ciclo biologico.
Il 35% dei rifiuti che produciamo è infatti composto da materiali organici: scarti di verdure, fondi di caffè, avanzi di alimenti, sfalci di giardini e potature e scarti dei mercati ortofrutticoli. Questo enorme quantitativo di materiali umidi può essere sottratto alla discarica e trasformarsi in ammendante organico, una sostanza ricca di nutrimento per qualsiasi terreno.
Ad oggi, in Italia, solo 1.825 Comuni su 8.101 (il 22,5 %), hanno avviato (molti ancora in forma sperimentale) la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti.
Separare e recuperare questa parte dei rifiuti è l'unico modo per restituire il nutrimento sottratto alla terra con l'attività agricola ed evitare i problemi ambientali provocati dal loro avvio in discarica.
In Sardegna la distribuzione del compost avverrà a Cagliari il 27 e il 28 ottobre, presso il Centro della Cultura Contadina in Via S. Alenixedda, 2 dalle 10.30 alle 13,00 e dalle 17.00 alle 19.30.
A Sant’Andrea Frius nei due giorni presso l’Azienda Agricola Sa Fogaia.
A Ussana solo nella giornata di Sabato 27 ottobre presso la Piazza Pertini
A Sinnai solo nella giornata di Sabato 27 ottobre presso la Piazza Sant’Isidoro
A Pula sono nella giornata di Sabato 27 ottobre presso la Piazza del Popolo.

Alla manifestazione hanno aderito la Coldiretti Sardegna e l'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

Per ulteriori informazioni, per dare un aiuto all'ambiente e soprattutto a voi stessi, date uno sguardo al sito www.fareverdecagliari.tk.

25 ottobre 2007

AMBIENTE: COLDIRETTI "PER 67% ITALIANI OGM POCO SALUTARI"

 ROMA (ITALPRESS) - Il 67 per cento dei cittadini italiani e il 63 per cento di quelli europei ritengono che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali. E' quanto emerge dall'Indagine Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione" dimostra che occorre mantenere saldo il principio della precauzione ed evitare pericolose fughe in avanti.
L'associazione di categoria ha diffuso i risultati dello studio dopo il via libera della Commissione Ue al commercio del Mais Hercules Rw, di una barbabietola da zucchero geneticamente modificata (l'H7-1) e di altre 2 varianti di mais (il 1507xnk603 e il 603xmon810).
"Per rispettare la volonta' dei cittadini italiani ed europei - sototlinea la Coldiretti -, occorre una seria revisione delle procedure che portano alle autorizzazioni, in attesa della quale l'Italia ha il dovere di opporsi a decisioni contrarie all'interesse dell'agricoltura nazionale. La crescente opposizione al biotech nel piatto non e' il frutto di una scelta ideologica ma economica a tutela dell'impresa per una agricoltura che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualita', con un forte legame territoriale".
"Il vero obiettivo - aggiunge la Coldiretti - deve essere quindi quello di valorizzare le produzioni made in Italy e di difenderle dalla omologazione e dalla delocalizzazione territoriale e per questo occorre continuare l'impegno contro i tentativi di inquinamento da biotech".
(ITALPRESS).


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24 ottobre 2007

Coltivare le piante riciclando rifiuti organici

Tratto da L'Unione Sarda

«Meno rifiuti in città, più qualità in campagna»: questo lo slogan scelto dall'associazione ambientalista Fare Verde per lanciare la settima edizione della sua tradizionale campagna a favore del compostaggio.
Sabato e domenica i volontari dell'associazione saranno attivi nelle principali piazze italiane, dove saranno distribuiti gratuitamente sacchetti di compost: si tratta di un fertilizzante naturale ottenuto dal riciclaggio di comuni scarti organici, quali ad esempio fondi di caffé, avanzi di alimenti, scarti dei mercati ortofrutticoli, avanzi di potatura dei giardini e simili.
Il terriccio in questione potrà essere utilizzato per nutrire le piante e i fiori sia da vaso che da giardino. L'obiettivo è di consentire a tutti i cittadini interessati e sensibili all'ambiente di toccare con mano i vantaggi del riciclaggio dei rifiuti organici. Per questo motivo, chi si avvicinerà alle postazioni di Fare Verde riceverà, oltre al sacchetto di terra da un chilo, un utilissimo manuale illustrativo delle tecniche del compostaggio domestico.
A Cagliari l'iniziativa sarà promossa dal coordinamento regionale di Fare Verde insieme con il circolo Fronte identitario di Azione Giovani. La conferenza di presentazione della campagna si terrà domani mattina a partire dalle 11, nella sala convegni del Centro della cultura contadina “Villa Muscas”, in via Sant'Alenixedda 2. (p. l.)

23 ottobre 2007

Cagliari: Conferenza Stampa di Fare Verde e di Azione Giovani - Giovedi 25 ottobre

Il Circolo – Fronte identitario – di Azione Giovani, movimento giovanile di An, insieme al Coordinamento Regionale di Fare Verde hanno indetto per Giovedì 25 Ottobre a partire dalle ore 11,00 presso il Centro della Cultura Contadina – Villa Muscas in Via S. Alenixedda 2 una conferenza stampa di presentazione di due importanti iniziative in programma questo fine settimana a Cagliari.

Sabato 27 e Domenica 28 si svolgerà a livello nazionale l’iniziativa “Meno rifiuti in città, più qualità in campagna”, infatti i volontari di Fare Verde, insieme a comitati e associazioni aderenti al Movimento per la Decrescita Felice, e ad alcuni MeetUp di Beppe Grillo, allestiranno 207 punti informativi in 110 piazze italiane per informare i cittadini sui vantaggi offerti dal recupero della frazione umida dei rifiuti urbani e dall'impiego di compost in agricoltura, un fertilizzante naturale ottenuto dal riciclaggio degli scarti organici.

Inoltre sempre Sabato 27 Azione Giovani ha programmata, su iniziativa della Direzione Nazionale una Giornata Nazionale di Mobilitazione contro gli Ogm, in sostegno alla Coalizione Nazionale promossa Mario Capanna.

Le iniziative si svolgeranno a Cagliari, Ussana, Pula, S. Andrea Frius e altre realtà della Sardegna.

Alla conferenza stampa parteciperanno, oltre ai esponenti di Fare Verde e di Azione Giovani, anche esponenti di alcune Associazioni locali e della Coldiretti che hanno aderito alla mobilitazione , l’Assessore Comunale all’Ambiente di Pula, Comune con la percentuale tra le più alte in Sardegna per la raccolta differenziata e l’ On. Ignazio Artizzu, Capogruppo di An in Consiglio Regionale.

Durante la conferenza stampa sarà presentata una campagna regionale in sostegno agli agricoltori da diverse settimane in lotta.

22 ottobre 2007

Cagliari: Una raccolta di firme contro i cibi Ogm

Tratto da L'Unione Sarda

Una raccolta di firme per dire no all'uso degli ogm in campo alimentare. L'iniziativa è del circolo di Azione Giovani "Fronte Identitario" della Fonsarda, in collaborazione con il comitato provinciale dell'associazione ambientalista Fare Verde. «Appoggiamo la Coldiretti nella sua campagna nazionale contro gli ogm - affermano Simone Spiga e Federica Orrù, rispettivamente presidente provinciale di Fare Verde e responsabile del circolo di Ag - La destra giovanile non può che essere dalla parte dell'agricoltura italiana. Con questo spirito abbiamo deciso di aderire attivamente all'iniziativa». I cittadini interessati a firmare la petizione popolare possono presentarsi nella sede del circolo (in via Giudicessa Benedetta 46) tutti i martedì e i giovedì dalle 10 alle 11 o dalle 19 alle 20. (p.l.)

20 ottobre 2007

Sardegna: Campagne in crisi, trattori sulla 131

Tratto da L'Unione Sarda

Coldiretti rilancia la protesta in Sardegna: «Troppi ritardi»  

Centinaia di trattori hanno già acceso i motori. Il conto alla rovescia per la fine della tregua terminerà lunedì, quando i principali assi viari della Sardegna saranno invasi dai mezzi agricoli con le bandiere gialle della Coldiretti. L'annuncio è stato fatto ieri a Cernobbio, sul lago di Como, dove si concluderà oggi il forum sull'alimentazione Coldiretti-Ambrosetti, con gli interventi dei ministri Paolo De Castro (Politiche agricole) e Pecoraro Scanio (Ambiente). Tra un'analisi sull'aumento dei costi di produzione e dei prodotti al dettaglio, tra le prospettive del vino in Europa e le preoccupazioni per il clima, i vertici dell'organizzazione, che nell'isola associa più di 30 mila imprese, hanno rotto gli indugi. «Chiediamo scusa ai cittadini, ma di mezzo c'è la sopravvivenza del settore primario per la Sardegna», dice il presidente regionale Marco Scalas. «Chiediamo la solidarietà dei sardi. Lottiamo per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Ma lottiamo anche per chi chiede all'agricoltura qualità, sicurezza alimentare». I dirigenti della Coldiretti non regalano dettagli, ma la manifestazione avrà come teatro principale la statale 131, nei territori delle cinque federazioni provinciali dell'associazione, Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari e Gallura. Come già avvenuto in altre occasioni, è probabile che si cercherà di rallentare la circolazione, evitando un vero e proprio blocco stradale. Ma non è prevedibile. In tutti i casi, viste le condizioni della Carlo Felice, con numerosi cantieri aperti, è facile immaginare che per la circolazione sarà un giorno di passione.
LE RAGIONI «Obiettivo nostro è che lo Stato, la Regione, l'opinione pubblica colgano la dimensione del dramma che nelle campagne della Sardegna si sta vivendo», sottolinea Luca Saba, direttore della Coldiretti sarda. «La protesta non nasce per far sfogare la piazza, per il piacere di protestare. Lunedì saremo nelle strade della Sardegna affinché il grido di dolore e di disperazione delle nostre aziende possa raggiungere le sedi appropriate». Scalas ricorda che ci sono migliaia di aziende che ancora attendono i premi comunitari legati all'indennità compensativa, al benessere degli animali. Ma ci sono ancora gli indennizzi per i danni subiti a causa della virosi del pomodoro e per le calamità naturali. «Anche sulla lingua blu, con i danni che risalgono al 2004», dice Scalas, «registriamo ritardi. Ci risulta che molti Comuni, nonostante il trasferimento dei fondi da parte della Regione, stiano tergiversando». C'è, ricorda ancora Scalas, il dramma dei debiti: «Non vorremmo che tutti questi ritardi costringano le aziende a esporsi ancora di più con le banche».
PREZZO DEL LATTE «A conclusione della protesta in piazza, che si fermerà solo quando saranno chiuse le emergenze, riuniremo gli stati generali dell'organizzazione in Sardegna per passare alla fase di programmazione, auspicando in questo anche il coinvolgimento della Regione», dice Aldo Mattia, delegato per la Sardegna dal presidente nazionale Sergio Marini. «Estrapoleremo il prezzo del latte ovino dalla nostra piattaforma, una problematica che affronteremo su tutti i tavoli, con una proposta ben strutturata e non affidata a iniziative estemporanee».


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 20/10/2007 alle 9:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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