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30 agosto 2006

Campo estivo interetnico a Tricase: si conclude una straordinaria esperienza di incontro tra culture e tradizioni

Si è concluso, sabato 26 agosto 2006, a Tricase (LE) il 7° campo estivo interetnico organizzato da Fare Verde ONLUS nell'ambito del progetto“Kosovo-Italia, non solo vacanza”.
Alla cerimonia di chiusura erano presenti quanti hanno contribuito a realizzare questa bella esperienza di confronto tra popoli, culture e tradizioni diverse: i bambini e gli accompagnatori kosovari, i volontari di Fare Verde ONLUS, la Preside e i bambini dell'Istituto I Polo di via Apulia e i numerosi cittadini tricasini che hanno collaborato alla buona riuscita del campo.

A Tricase è stato fatto un ulteriore piccolo ma importante passo sulla strada della pacificazione tra etnie che si sono combattute in Kosovo nel 1999 con estrema violenza: un bel risultato di integrazione e socializzazione che, alla luce della recente guerra del Libano, assume valori e significati ancora maggiori.
Per 3 settimane 32 bambini kosovari di etnia albanese, serba, bosniaca e rom sono stati alloggiati presso la struttura scolastica dell'Istituto I Polo di via Apulia a Tricase. Tutti i bambini provengono da zone rurali di etnia albanese, bosniaca e rom o da enclave serbe e durante l'anno frequentano nel loro Paese i corsi di italiano ed educazione ambientale che Fare Verde organizza annualmente dal 2000.
Per loro una vacanza in Italia è un sogno irrealizzabile. Per Fare Verde è una occasione per rafforzare un difficile percorso di pacificazione tra le etnie serba e albanese che si sono violentemente combattute nella guerra del 1999 e che oggi convivono tra odi e rancori non ancora sopiti.
Lontani da enclave e scorte militari che ormai da 7 anni accompagnano la loro vita quotidiana, i piccoli ospiti kosovari hanno avuto l'occasione per fare gruppo tra giornate al mare, attività di socializzazione realizzati con il metodo scoutistico per facilitare la socializzazione tra bambini appartenenti alle diverse etnie e diversi momenti di festa organizzati grazie alla straordinaria ospitalità della cittadina salentina di Tricase.

Particolarmente apprezzata dai bambini, la gita all'Acquasplash di Gallipoli, unitamente ad una piccola visita alla città, svolta lunedì 21 agosto. Tra le attività non è mancata la partecipazione alle numerose feste tradizionali che il Salento offre nel mese di agosto, a partire dalla festa di S.Vito che si tiene a Tricase il 9, 10 e 11 agosto.
Ieri sera, giovedì 24 agosto, è stata, invece organizzata a Tricase una splendida festa multiculturale, con musica e balli popolari salentini e kosovari, con partecipazione e collaborazione dei cittadini tricasini.
Nella giornata di oggi i partecipanti al campo interetnico saranno ospiti del Sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, per assistere alle prove del "concertone finale" previsto per le 21:30 nell'ambito della manifestazione "La notte della Taranta 2006".

Il campo è stato allestito dai volontari di Fare Verde con la fattiva collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Tricase e dell'Ospedale Cardinale Panico dell'Ordine delle Suore Marcelline, nonché con il coinvolgimento di tanti cittadini tricasini che hanno dimostrato la loro ospitalità offrendo gratuitamente letti, generi alimentari e servizi.
In particolare, Fare Verde ringrazia Eurospin Puglia e Alè Bakery che hanno offerto il vitto per tutta la durata del campo e l'Agezia di viaggi Kalintour di Tricase che si è adoperata per l'organizzazione dei viaggi di andata e ritorno in nave di bambini e accompagnatori sulla tratta Durazzo-Bari. Bambini e accompagnatori hanno raggiunto, infatti, Durazzo dal Kosovo grazie all'ormai consolidata collaborazione con il contingente italiano KFOR di stanza in Kosovo.

Fare Verde ONLUS ha realizzato diverse attività di volontariato internazionale in Kosovo fin dai primi mesi successivi alla tremenda guerra del 1999. Dopo una fase iniziale rivolta all'emergenza umanitaria post-bellica, Fare Verde ONLUS ha concentrato le proprie attività sulla crescita formativa delle nuove generazioni e ha organizzato diverse iniziative rivolte alla creazione di gruppi interetnici mirati alla riconciliazione tra giovani appartenenti alle etnie albanese e serba.
A costituire l'asse portante di tutti gli interventi di Fare Verde ONLUS in Kosovo, è il progetto “Kosovo-Italia,non solo vacanza”: iniziato nel 2000, è mirato a creare gruppi interetnici tra bambini di età compresa tra gli 8 e i 15 anni mediante l'organizzazione di un corso di lingua italiana, diverse lezioni di educazione ambientale e un soggiorno estivo in Italia.
I corsi di italiano ed educazione ambientale si sono svolti annualmente fino al 2005 presso la base militare italiana posta a difesa dell'enclave serba di Goradzevac, a pochi chilometri da Pec-Peje – Quadrante Ovest del Kosovo. Nel 2006, per la prima volta dopo 7 anni, le lezioni si sono svolte fuori dalla base militare italiana, presso la Casa della Cultura di Vitomirica dove Fare Verde ONLUS ha inaugurato lo scorso 19 aprile una sala cinema dedicata a Paolo Colli, fondatore, vera anima dell'Associazione e promotore di tutte le attività di volontariato in Kosovo, scomparso prematuramente il 25 marzo del 2005.
A partire da quest'anno anche il servizio di trasporto dei bambini dalle loro case alla sede del corso non è stata più effettuata con mezzi militari, ma con bus civili messi a disposizione dall'UNMIK – United Nations Interim Administration Mission in Kosovo, preposta al governo della Municipalità di Pec-Peje.
Fare Verde ritiene che questa nuova logistica del progetto “Kosovo-Italia, non solo vacanza” sia un segnale importante sulla strada della pacificazione e della progressiva smilitarizzazione della regione. Un segnale ancora più importante in un momento in cui i negoziati in corso per la definizione dello status finale del Kosovo rischiano di inasprire nuovamente e maggiormente i già non facili rapporti tra le etnie serba e albanese.

Il campo estivo interetnico di Tricase è stato realizzato da Fare Verde ONLUS con il contributo della Regione Lazio - Assessorato all'Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli, la collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Tricase, del contingente italiano KFOR di stanza in Kosovo, dell'UNMIK – United Nations Interim Administration Mission in Kosovo, del Consolato Italiano di Pristina (Kosovo) e del Comitato Italiano Minori Stranieri.
Il campo ha ottenuto i Patrocini della Città di Tricase, della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e della Città di Lecce.

Il campo estivo interetnico di Tricase è stato realizzato da Fare Verde ONLUS

con il contributo di:
Regione Lazio – Assessorato all'Ambiente e alla Collaborazione tra i Popoli.




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29 agosto 2006

«Sogno di buttar giù l'ecomostro» - tratto da L'Unione Sarda

L'avvocato Taormina dichiara guerra al residence di Cala Granu

"Per l'albergo di Cala Granu sogno la stessa fine che hanno fatto gli edifici di Punta Perotti». Carlo Taormina, avvocato, deputato di Forza Italia, non è certo uno che si fa amare per i toni moderati. Lui, che ha una villa alla Dolce Sposa, proprio davanti all'obbrobrio che ha devastato il promontorio di Porto Cervo, non usa mezzi termini. Sull'edificio che sta facendo perdere il sonno a qualche centinaio di consorziati, ha intrapreso una sua personalissima battaglia. Ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Tempio, nel quale pone una serie di interrogativi, e si dice pronto a tutto. «C'è chi disapprova la mia iniziativa e vorrebbe farmi desistere. Ho ricevuto delle pressioni da diversi ambienti politici». Da dove arrivano, da destra o da sinistra? «Diciamo da tutte e due le parti. In ogni caso, ho fatto svolgere delle indagini per capire cosa si stesse muovendo dietro quelle minacce, peraltro neanche troppo velate». Nomi? «L'unica certezza è che il signor Corbeddu (uno dei proprietari dell'albergo in costruzione, ndr) non c'entra assolutamente nulla. Magari si tratta di qualche sciacallo, nel dubbio, però, è sempre meglio verificare». L'onorevole Taormina si muove con la scorta ormai da un pezzo, conosce la Sardegna e pensa che qui non possa accadergli niente di spiacevole. Non è che lei vada a cercarsele le rogne? «Io voglio capire se in questa storia c'è stata condiscendenza oppure omissioni. Meglio, alla Procura, ho chiesto di verificare se l'iter formativo della pratica sia il frutto di collusioni o di corruzione». Da cosa nasce il suo dubbio? «Dalla proroga della convenzione scaduta. O è stato attestato falsamente che i lavori siano stati fatti, oppure, semplicemente, non sono stati fatti». Quindi? «Intanto, come regola di buona amministrazione, non è possibile concedere autorizzazioni che entrano in rotta di collisione con leggi che stanno per entrare in vigore». Si riferisce alle nuove norme urbanistiche? «Certo, e mi chiedo perché il presidente Soru non abbia fatto niente. Avrebbe potuto intervenire, la situazione era in itinere». La sta mettendo in politica, lei sta dall'altra parte. «No, qui non si tratta di colori politici, dico solo che è una vergogna, punto». Cosa intende fare ora? «Innanzitutto farò richiesta al Comune di Arzachena e alla Regione di accedere agli atti sulla base della 241. Ho intrapreso un'indagine e vorrei conoscere a fondo ogni dettaglio». Ma non basta il lavoro del comitato di consorziati? «Più siamo, meglio è. Ai consorziati, visto che la magistratura ci ha ascoltato, consiglio di pazientare. Per quanto mi riguarda, proseguirò sulla mia strada. Sono rimasto stupito, ed è un altro aspetto da chiarire, perché la Regione, nell'agosto del 2004, non ha dato seguito a una lettera del presidente del comitato che chiedeva di controllare ciò che stava accadendo a Cala Granu. Ecco perché bisogna unire le forze». È davvero convinto che quell'albergo faccia la stessa fine degli ecomostri di Punta Perotti? «Convinto no, ci mancherebbe. Però me lo auguro». Ufficialmente, è tutto in regola, come pensa che il suo desiderio possa essere esaudito? «Se la procura della Repubblica o anche i miei investigatori riuscissero a trovare degli elementi tali da mettere in discussione l'intero procedimento amministrativo, il mio sogno potrebbe avverarsi». Non le sembra un eccesso di cattiveria il suo? «No, solo una questione di principio».




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28 agosto 2006

Vaticano, appello ambientalista del Papa "Salviamo il Creato dal degrado"

CITTA' DEL VATICANO - Nuovo appello "ambientalista" del Papa. Benedetto XVI, durante l'Angelus da piazza San Pietro - in vista della prima Giornata per la salvaguardia della terra che la Chiesa italiana celebrerà il primo settembre - si è rivolto ai fedeli preoccupato dei "seri rischi" cui è esposto il pianeta a causa di "scelte e stili di vita" che "possono degradarlo".

A farne le spese, ha aggiunto, sono soprattutto "i poveri". Proteggere il pianeta minato da uno sfruttamento selvaggio e dall'inquinamento è una sfida che deve vedere uniti tutti i cristiani.

"In dialogo con i cristiani delle diverse confessioni - ha aggiunto - occorre impegnarsi ad avere cura del creato, senza dilapidarne le risorse".




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27 agosto 2006

Sabbia rubata dalle spiagge sarde all'asta su "ebay"

Furti, pentimenti e ora anche il commercio su Internet. La passione per la sabbia delle spiagge sarde accende la fantasia dei ladri più spregiudicati. Dopo il ravvedimento del turista pronto a restituire il bottino portato via anni fa dalla Spiaggia rosa (cinque chili di chicchi), ora spunta un piano di vendita on line della sabbia col marchio di Sardegna. Sul sito tedesco di ebay, multinazionale del commercio in rete, sono stati appena messi all'asta diversi pacchetti di granelli strappati dai litorali dell'Isola. Nelle bustine - su Internet compaiono le foto - è finita la sabbia delle spiagge di Porto Taverna e Lido del Sole, entrambe nel comune di Porto San Paolo (a sud di Olbia), di Cala Brandinchi (San Teodoro), della Marina di Arbus, e di una non meglio identificata spiaggia della Costa Smeralda. E lo sfregio all'ambiente sardo vale pure pochi spiccioli. La base d'asta è di un euro e novantanove centesimi per ogni sacchetto. Ma serviranno alcuni giorni per conoscere il prezzo definitivo di vendita, visto che le gare - ci sono due venditori differenti - si concluderanno all'inizio di settembre. Tra l'altro il commercio dei gioiellini sardi marcia insieme a quello delle più importanti località balneari del mondo. I venditori tedeschi sono riusciti a procurarsi la sabbia anche in Indonesia, in Tanzania, in Namibia, in Portogallo. Non mancano pezzi un po' meno pregiati del mare laziale di Terracina e Tarquinia e dei laghi di Bolsena e Vico. Interrogazione dei riformatoriLa notizia dell'asta on line è stata lanciata dal gruppo dei Riformatori del Consiglio regionale, che hanno presentato un'interrogazione urgente al presidente della Giunta Soru: «Chiediamo di sapere se il governatore è a conoscenza dei sistematici furti di sabbia che rischiano di danneggiare irrimediabilmente le più belle spiagge sarde», scrive il capogruppo Pierpaolo Vargiu, intenzionato a conoscere anche «i risultati dell'attività di informazione, prevenzione e dissuasione messa in campo dalla Regione» per arginare il fenomeno. Il leader dei Riformatori polemizza sulla politica ambientale della Regione: «Non è pensabile che continui la discussione sui massimi sistemi della conservazione dei beni ambientali, con i vertici estivi tra Soru e il ministro Pecoraro Scanio», fa notare Vargiu con tono provocatorio, «mentre si tollerano la sottrazione e la vendita della sabbia su Internet». La spiaggia rosaAlmeno c'è un lieto fine. Un Diabolik della sabbia ha deciso di pentirsi e riportare sulle coste di Budelli i granelli rosa di una delle spiagge più belle del mondo. Gesto encomiabile, per carità, merita pure la cerimonia (in programma domani pomeriggio) nelle acque dell'arcipelago maddalenino. Solo che proprio grazie ai tanti complici del Diabolik pentito la Spiaggia rosa è ormai da anni patrimonio di nessuno. Il degrado che appariva irreversibile dell'arenile ha imposto il grado vincolo ambientale più rigido: spiaggia vietata a terra, inaccessibile dal mare. È proibito anche nuotare nelle acque di cristallo della baia di fronte alla riva. Stando alle autorità del Parco nazionale della Maddalena i risultati stanno arrivando, i cristalli di corallo sono ricomparsi sulla battigia. Si spera che il miglioramento contribuisca ad allentare al più presto le catene attorno alla spiaggia. Anche perché per un Deserto rosso proibito c'è una piscina naturale devastata dalle incursioni delle barche. A neanche cento metri dalla Spiaggia rosa, il Porto della Madonna, splendido riparo tra le Bocche, subisce d'estate l'assalto quotidiano di centinaia di barche. Due metri d'acqua, il fondo devastato dallo strascico delle ancore. Sempre parco, sempre degrado. Ma si passa dal tutto al niente.




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25 agosto 2006

INCENDI: PER MAESTRALE NUOVA EMERGENZA IN SARDEGNA

CAGLIARI, 25 AGO - Il forte vento di maestrale che ha caratterizzato la giornata ha favorito il divampare di nove incendi che hanno reso necessario l'intervento di mezzi aerei regionali e nazionali, coordinati dal centro operativo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
Le fiamme hanno interessato i comuni di Benetutti, Olbia, Santa Giusta, Villagrande Strisaili, Budoni, Bosa, Orosei, Barisardo e Dolianova. Particolare rilevanza hanno avuto i roghi di Bosa e Orosei, dove sono intervenuti anche i mezzi aerei della Protezione Civile nazionale (elitanker e Canadair).
Grazie alla tempestivita' degli interventi del personale a terra e dei mezzi aerei, sono stati evitati danni ad insediamenti rurali e turistici e notevolmente limitati sono stati anche i danni al patrimonio boschivo. (ANSA).




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25 agosto 2006

Sardegna: Cala Granu, aperte nuove indagini

L'inchiesta ora è aperta veramente. Su Cala Granu la polizia giudiziaria non lavora più partendo dal contenuto degli esposti presentati alla fine di luglio e dalle indicazioni di Wwf e Legambiente. Gli investigatori hanno indicato ai pm della Procura un autonomo e definito percorso di indagine. Il dato nuovo nel fascicolo dei magistrati Giovanni Porcheddu ed Elisa Calligaris, riguarda l'approvazione di alcune varianti del progetto del mega albergo sul promontorio di Porto Cervo, autorizzate dall'Ufficio per la tutela del paesaggio di Sassari. I pm stanno esaminando la documentazione fornita ieri mattina dalla polizia municipale di Arzachena e dal Corpo forestale, dalla quale emergerebbero alcune sostanziali modifiche del progetto. Si tratta di valutazioni strettamente tecniche che riguardano direttamente l'applicazione delle norme urbanistiche, l'indagine sta entrando in un ambito particolarmente complesso. Innanzitutto i pm dovranno, dopo il vertice di ieri, stabilire la nuova direzione dell'inchiesta. Alcuni sopralluoghi hanno fornito alla polizia giudiziaria elementi assolutamente interessanti. Il personale della polizia municipale di Arzachena, ad esempio, ha rilevato che alcuni spazi (vuoti tecnici) sarebbero stati trasformati in nuovi volumi. Esisterebbe anche una richiesta per la sanatoria per queste anomalie. Inoltre, ed è il vero aspetto importante, a breve il lavoro della polizia giudiziaria potrebbe cambiare oggetto. Mentre nella prima fase dell'inchiesta, si è puntato tutto sulle verifiche dei lavori già completati a Cala Granu (19mila metri cubi) da ieri ci si occupa dell'iter amministrativo che ha portato all'approvazione delle varianti. Per ora non si può parlare di un nuovo fascicolo, l'ultima parola spetta infatti ai magistrati. Di sicuro, però, gli investigatori sono intenzionati ad acquisire il fascicolo del procedimento amministrativo iniziato alla fine degli anni Settanta e che ha avuto, in uno dei suoi passaggi cruciali, il rinnovo della convenzione. Magistrati e investigatori non parlano, ma è evidente che l'esposto presentato dal deputato di Forza Italia Carlo Taormina, e la ricostruzione della vicenda comparsa in alcuni articoli de L'Unione Sarda, ha riaperto il caso. In particolare, l'iniziativa dell'avvocato è stata fondamentale per convincere la Procura ad attivare la polizia giudiziaria. Taormina infatti non si è limitato ad insistere sull'impatto ambientale dell'opera, fatto ben noto da anni. Nell'esposto presentato a Tempio si chiede infatti di verificare nel dettaglio tutti i passaggi dell'iter amministrativo, sia in riferimento alle decisioni dell'Ufficio della tutela del paesaggio, che del Comune di Arzachena. La valutazione dell'Utp di Sassari sull'inserimento armonioso dell'opera nel promontorio potrebbe diventare uno degli elementi chiave del nuovo capitolo dell'inchiesta.

Tratto da L'Unione Sarda




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25 agosto 2006

Piemonte, più di cento i caprioli abbattuti continuano le contestazioni degli animalisti

ALESSANDRIA - Era stato abbattuto stamattina il primo dei 150 caprioli che in una decina di giorni dovranno essere eliminati nell'alessandrino. A metà giornata il numero di animali uccisi è aumentato drasticamente. Una novantina nella provincia di Cuneo, quattordici in quella di Alessandria, due in quella di Asti: è il bilancio del primo giorno di caccia selettiva in Piemonte, secondo il piano di abbattimento deciso dalla Regione, che prevede 4.996 esemplari da eliminare, su una popolazione tra i 40mila e i 50mila capi.

Alla base della campagna di abbattimento, l'aumento consistente del numero degli animali che avrebbero rovinato i boschi e provocato una serie di incidenti stradali. In tutta la provincia gli abbattimenti previsti erano 874, diminuiti di un centinaio con la decisione di tentare una sperimentazione: niente abbattimento e invece trasferimento altrove, ad esempio in Calabria, regione che ha dato la disponibilità. Per comprendere la fattibilità si attende il parere dell' Infs (Istituto nazionale di fauna selvatica).

Nonostante la riduzione dei capi da eliminare le contestazioni non sono mancate. Armati di fischietti, campanacci e pentole, gli animalisti hanno protestato nella periferia di Acqui (Alessandria) per mettere in fuga le vittime, di fronte ad un imponente schieramento di forze dell' ordine. Alcuni momenti di tensione si sono verificati quando il primo cacciatore si è presentato con un animale in braccio al centro di controllo di Acqui.

Sono ancora da vagliare da parte del Tar di Torino i ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste contro il piano di abbattimento, con una prima udienza fissata per il 6 settembre. Nessuno scontro con gli ambientalisti invece nell'astigiano e nel cuneese, dove i caprioli da abbattere sono rispettivamente 126 e 1.319. Nell'astigiano i due abbattuti erano a Roccaverano, mentre nel cuneese si è sparato per ora nei comprensori alpini delle Valli Monregalesi e dell'Alta Valle Tanaro e negli Atc di Cortemilia e Dogliani-Alba.
L' apertura della caccia selettiva in Piemonte per oggi ha riguardato anche le province di Torino e di Biella, ma non ancora quelle di Vercelli e di Verbania, dove gli abbattimenti inizieranno fra fine mese e inizio settembre.
In provincia di Torino gli abbattimenti programmati sono 1.628, in quella di Biella 185, nel novarese 104, nel vercellese 330 e nel verbano 450. Il piano non riguarda però solo i caprioli, ma anche altri ungulati, con date d'inizio della caccia selettiva che vanno da fineagosto all'inverno. I daini da abbattere risultano 502, i camosci 2.783, i cervi 1.082, i mufloni 228 e i cinghiali 5.352.

Intanto oggi l' assessore regionale alla Tutela della Flora e della Fauna, Mino Taricco, ha difeso il piano di prelievo dei caprioli ricordando l'elevato numero di incidenti stradali da loro causati (1037 fra il 1993 e il 2005) nonchè i gravi danni che provocano all' ambiente e all' agricoltura: circa 5 milioni di euro all' anno. D'accordo con la linea regionale è l'Arci Caccia, che ha parlato di "demagogia" di animalisti e anticaccia e di "costi non più sopportabili dalla Regione" per i danni da pagare. Della stessa idea, la Coldiretti cuneese, che ha ricordato come "già i danni alle coltivazioni dovuti ai cinghiali siano molto ingenti".




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24 agosto 2006

PARCO GENNARGENTU: ANTIPARCO A MINISTRO, NO AI VINCOLI

ASSEMBLEA GENERALE MOVIMENTI IL 2/9 A ARITZO (ANSA) - LANUSEI, 24 AGO - 'No ai vincoli sul Gennargentu, quell'area non si tocca'. Il Movimento sardo Pro Territorio ha lanciato un monito al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, oggi in visita in Sardegna, per ricordagli che il discorso sul Parco nazionale del Gennargentu 'per noi e' morto e' sepolto'. Lo ha sostenuto il coordinatore Alessio Pasella in una nota in cui si annuncia la convocazione di un'assemblea generale dei movimenti antiparco che si terra' il 2 settembre ad Aritzo.
'Diciamo al Ministro odierno, come gia' abbiamo detto ai suoi predecessori - ha sostenuto Pasella - che noi rifiutiamo qualsiasi dialogo che abbia come punto di partenza la legge 394/91 nazionale e quella 31/89 regionale in cui si parla di Parco. Non accettiamo nemmeno la scorciatoia dei Sic, i Siti di Interesse Comunitario, per i quali molti Comuni stanno predisponendo i piani di gestione'.
Secondo Pasella 'il quadro giuridico-vincolistico delle politiche ambientali che si stanno delineando, volute fortemente dall'ambientalismo verde, non garantisce i diritti civili delle popolazioni ne' tantomeno apre prospettive di sviluppo'.




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23 agosto 2006

ANIMALI:CAPRIOLI;TAR PIEMONTE SOSPENDE ABBATTIMENTO CAPRIOLI

TORINO, 23 AGO - Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso presentato dal Msp (Movimento sportivo popolare) e ha sospeso la tanto contestata caccia selettiva dei caprioli che sarebbe dovuta partire domani.
La sospensione vale fino al 6 settembre, quando il tribunale amministrativo si riunira' per esaminare la regolarita' della delibera regionale contestata dagli animalisti perche' si tratterebbe di un tentativo di allargare il calendario venatorio con un anticipo della caccia ad agosto. Inoltre, secondo l'Msp, la Regione non avrebbe rispettato le indicazioni date dall'Istituto faunistico nazionale.
La delibera regionale autorizzava l'abbattimento di circa 5000 caprioli, considerati in esubero rispetto al censimento condotto dal settore faunistico. Era stata persa in seguito alle proteste degli agricoltori per i danni che gli animali provocano alle culture.
Oltre all'Msp, si sono rivolti al Tar le associazioni ambientaliste Legambiente, Enpa, Lac e Associazione familiari vittime della caccia.
Per chiedere la sospensione dell'abbattimento selettivo dei caprioli ieri e' intervenuto anche il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. (ANSA).




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22 agosto 2006

Solidarietà ai militanti dell’Associazione “Terra di Mezzo” di Crotone

“Solidarietà ai militanti dell’Associazione Terra di mezzo di Crotone”, con queste parole, Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Responsabile del Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux” interviene sulla spiacevole vicenda accaduta quest’oggi nel sito promosso dai ragazzi di Crotone per difendere un monumento sulla pacificazione nazionale, costruito a Crotone dalla precedente Amministrazione Comunale di Centro Destra e contestato dall’attuale di Sinistra.


“la solita strategia, il solito modo di non accettare le opinioni altrui, esprimo a nome dei militanti di Azione Giovani di tutta la Sardegna la nostra solidarietà ai militanti di Azione Giovani di Crotone per questo vile gesto, che rappresenta il tentativo di tappare la bocca ad una realtà militante e politicamente scorretta”, incalza Simone Spiga.


“Dal mese di Agosto i due Comitati “Giù le mani dalla Colonia Dux” e “Il Gladio non si tocca” stavano collaborando per la creazione di un progetto nazionale di tutela architettonica di alcune strutture che rappresentano un modello valoriale e una visione del mondo in contrapposizione all’individualismo dominate e questo attacco è un attacco a tutti noi”, afferma Simone Spiga.


“Il sito  www.gladiocrotone.altervista.org sarà nuovamente in rete a brevissimo e nel frattempo anche dal sito www.coloniadux.tk sarà possibile firmare la petizione contro la distruzione del Gladio”, conclude la nota.

Tratto da Simone Spiga Blog




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