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31 maggio 2006

Fare Verde 20 anni dopo propone di nuovo di "uscire dallo sviluppo"

E' on line il documento di Fare Verde "USCIRE DALLO SVILUPPO. Riflessioni per cambiare il mondo, vivendo meglio con meno". Si tratta del documento presentato in occasione della tavola rotonda "Cambiare il mondo con un vasetto di yogurt" organizzata a Norcia domenica 23 aprile nell'ambito dell'Assemblea nazionale.

Con  questo documento che invitiamo tutti a scaricare, leggere e diffondere, Fare Verde si inserisce a pieno titolo nel dibattito sempre più attuale sulla decrescita e ritorna sui temi della sobrietà e della limitazione dei consumi a vent'anni dalla stesura del documento "Ecologia, una questione di civiltà" (1987) in cui esprimeva le sue prime critiche al modello di sviluppo imperante, ai suoi miti, alle sue parole d'ordine.

Vent'anni fa Fare Verde affermava che il problema non era costituito dalle esasperazioni di un modello, dai suoi “errori di percorso”, ma dal modello stesso, fondato sulla crescita infinita di produzione e consumi, sui miti del progresso e dello scientismo, sull’individuo e il suo egoismo. Saccheggio, degradi e inquinamenti non erano quindi accidentali, ma costituivano l’inevitabile approdo di questa “civiltà” e del suo modo di vivere.

A vent'anni da quelle affermazioni, quella di Fare Verde sulla decrescita è una riflessione particolarmente importante in quanto destinata a fornire le coordinate culturali per tutte le attività associative dei prossimi anni.

D'altra parte, Fare Verde fa decrescita fin dalla sua costituzione, nel 1986. Soprattutto attraverso il volontariato ambientale al 100%, la cui attività non contribuisce alla crescita del PIL, ma si inserisce nella cultura del dono, dei rapporti non mercificati, del legame olistico con le altre forme di vita.

Il documento "USCIRE DALLO SVILUPPO. Riflessioni per cambiare il mondo, vivendo meglio con meno" da scaricare è raggiungibile da un banner nella home page del sito www.fareverde.it oppure consultando le pagine "Fare Verde per la decrescita" presenti tra le "iniziative in corso" nella sezione "agisci".

Buona lettura.




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28 maggio 2006

1 giugno 2006, Convegno a Roma sul Diritto dell'Ambiente

La Link Campus University Of Malta organizza in collaborazione con il CENSO, Centrostudi Internazionale Energia e sviluppo sostenibile un convegno sullo studio del Diritto dell'Ambiente.

Il convegno "un anno di studio del Diritto dell'Ambiente" si terrà il prossimo 1 giugno 2006 a Roma alle ore 16:00 presso l'Aula Biblioteca  dell'Università Link Campus di Roma in Via Nomentana n. 335, angolo Istituto San Leone Magno.

L'incontro sarà coordinato dal Prof. Filippo Gargallo, Docente di Diritto dell'Ambiente presso la Link Campus University Of Malta e viene organizzato al termine di un intenso anno di studio del diritto dell'ambiente - dove, peraltro, si sono susseguite importanti novità e revisioni delle norme di settore. Oltre ai contributi di specialisti "addetti ai lavori", vede il convegno la partecipazione degli studenti.

Nel corso della frequentazione delle lezioni (svoltesi anche presso il Parco Nazionale d'Abruzzo e con la presenza presso seminari fuori sede) gli studenti hanno approfondito proprie ricerche sugli aspetti peculiari del diritto dell'ambiente, sia sotto il profilo degli accordi internazionali e della loro applicazione nel tempo, sia riguardo argomenti specifici, ancorché in gran parte misconosciuti, come il risarcimento del danno ambientale e dell'impatto del turismo sull'ambiente.

Quale supporto scientifico partecipano al convegno, oltre al corpo docente dell'Università, anche esperti di divulgazione e comunicazione in campo ambientale e consulenti del Ministero dell'Ambiente.

PROGRAMMA:

Ore 16:00 - Messaggi di saluto:
Prof. Gennaro Terracciano
Academic Head Link Campus
Prof. Fabio Francario
Facoltà di Giurisprudenza Link Campus

Ore 16:20 - Dott. Domenico Campana
Capo redattore Agenzia ANSA Ambiente

Ore 16:50 - Dott.ssa Laura Ciani
Consulente Ministero dell'Ambiente

Ore 17:10 - Angelo Bonelli
Assessore Ambiente Regione Lazio

ore 17:30 - Presentazione dei temi di ricerca:
Giulio Coppi, Protocollo di Kyoto
Gabriele Allegrucci, Convenzione di Ramsar
Francesco Polidori, Convenzione di Washington
Andrea Santoro, Dichiarazione di Rio de Janeiro
Liliana Parisse, La valutazione del danno ambientale ex art.18 L. n. 349/1986
Anna Bessaron, L'impatto del turismo sull'ambiente

Ore 18:30 - Prof. Filippo Gargallo
Conclusioni




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22 maggio 2006

Kosovo: lezioni interetniche di italiano e educazione ambientale.

Notizia del 22-05-2006

Kosovo: lezioni interetniche di italiano e educazione ambientale.
50 bambini di 4 etnie partecipano in Kosovo alle lezioni di italiano e educazione ambientale di Fare Verde.
Sono iniziati sabato 20 maggio 2006 a Vitomirica (Kosovo) i corsi interetnici di italiano ed educazione ambientale organizzati da Fare Verde nell'ambito del progetto "Kosovo-Italia, non solo vacanza".
Subito dopo la presentazione del corso, circa 50 bambini di 8-13 anni di etnia albanese, serba, bosniaca e rom hanno seguito con partecipazione ed interesse il primo dei 3 laboratori di educazione ambientale previsti dal progetto. In questo primo appuntamento sono stati affrontati diversi aspetti della problematica dei rifiuti che in Kosovo, in mancanza di un adeguato servizio di raccolta e recupero dei materiali, inondano prati, fiumi e bordi delle strade.
Nel mese di agosto, circa 30 bambini scelti tra i più meritevoli saranno ospiti in Italia di Fare Verde ONLUS per una vacanza interetnica. I piccoli ospiti alloggeranno a Cerveteri (RM) in una struttura messa a disposizione dall'amministrazione comunale.
Le lezioni di italiano e di educazione ambientale saranno tenute in Kosovo dai volontari di "Fare Verde Kosova", la ONG creata nel 2003 dalla ONLUS italiana "Fare Verde". Il gruppo, anch'esso interetnico, dei volontari kosovari di Fare Verde parteciperà invece al campo di volontariato antincendio che si terrà a Gaeta (LT) dal 5 al 21 agosto 2006. Il viaggio in Italia permetterà ai giovani volontari kosovari di partecipare anche ad alcuni corsi di formazione su temi ambientali tenuti dall'ARPA Lazio.
Fare Verde è impegnata in Kosovo dal 1999, dapprima con aiuti umanitari, poi con attività di sostegno alla crescita formativa dei giovani kosovari. Fin dall'inizio, Fare Verde ha rivolto il proprio impegno in modo particolare alla pacificazione tra le etnie serba e albanese e la tutela delle minoranze rom e bosniaca.
Il volontariato ambientale, che ha caratterizzato 20 anni di attività di Fare Verde in Italia, in Kosovo diventa strumento di pacificazione, integrazione e socializzazione tra etnie segnate da anni di lutti, odio e rancori.
Il progetto "Kosovo-Italia, non solo vacanza" è realizzato da Fare Verde ONLUS con la collaborazione di ASI CIAO e il sostegno di: UNMIK - amministrazione ONU del Kosovo, KFOR, forza NATO di sicurezza in Kosovo, ARPA Lazio, Comune di Cerveteri.
 
Per maggiori informazioni:
FARE VERDE ONLUS
www.fareverde.it - info@fareverde.it - 349 300 5016




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22 maggio 2006

In Kosovo con Fare Verde 50 bambini di 4 diverse etnie a lezione di italiano e educazione ambientale.

Sabato 20 maggio 2006 a Vitomirica (Kosovo) Fare Verde ha dato il via alla settima edizione dell'iniziativa "Kosovo-Italia, non solo vacanza".

Circa 50 bambini di 8-13 anni di etnia albanese, serba, bosniaca e rom parteciperanno all'ormai tradizionale corso interetnico di italiano che a partire da quest'anno sarà arricchito da 3 laboratori di educazione ambientale su rifiuti, patrimonio boschivo e energia.
Nel mese di agosto, circa 30 bambini, scelti tra i più meritevoli tra i partecipanti ai laboratori di educazione ambientale, saranno ospiti in Italia di Fare Verde ONLUS per una vacanza interetnica. I piccoli ospiti alloggeranno a Cerveteri (RM) in una struttura messa a disposizione dall'amministrazione comunale.
Le lezioni di italiano e di educazione ambientale saranno tenute in Kosovo dai volontari di "Fare Verde Kosova", la ONG creata nel 2003 dalla ONLUS italiana "Fare Verde", e saranno supervisionate dai volontari italiani che nei prossimi mesi si recheranno periodicamente in Kosovo per offrire assistenza tecnica e organizzativa.
 
Per la prima volta dopo 7 anni, i corsi di Fare Verde non si terranno più nella base militare italiana di Goradzevac, ma in una aula del centro polifunzionale di Vitomirica dove Fare Verde ha inaugurato lo scorso 19 aprile una sala cinema dedicata a Paolo Colli, fondatore, vera anima dell'Associazione e promotore di tutte le attività di volontariato in Kosovo, scomparso prematuramente il 25 marzo del 2005.
Anche il servizio di trasporto dei bambini dalle loro case alla sede del corso non sarà più effettuato con mezzi militari, ma con bus civili messi a disposizione, attraverso l'Amministrazione ONU, dalla Municipalità di Pec-Peje.
 
Fare Verde ritiene che questa nuova logistica del progetto "Kosovo-Italia, non solo vacanza" sia un segnale importante sulla strada della pacificazione e della progressiva smilitarizzazione della regione. Un segnale ancora più importante in un momento in cui i negoziati in corso per la definizione dello status finale del Kosovo rischiano di inasprire nuovamente e maggiormente i già non facili rapporti tra le etnie serba e albanese.
 
Il gruppo, anch'esso interetnico, dei volontari kosovari di Fare Verde che segue in Kosovo il progetto "Kosovo-Italia, non solo vacanza" parteciperà invece al campo estivo di volontariato antincendio che Fare Verde organizza a Gaeta (LT) dal 5 al 21 agosto 2006. Il viaggio in Italia permetterà ai giovani volontari kosovari di partecipare anche ad alcuni corsi di formazione su temi ambientali tenuti dall'ARPA Lazio.
 
Fare Verde è impegnata in Kosovo dal 1999, dapprima con aiuti umanitari, poi con attività di sostegno alla crescita formativa dei giovani kosovari. Fin dall'inizio, Fare Verde ha rivolto il proprio impegno in modo particolare alla pacificazione tra le etnie serba e albanese e la tutela delle minoranze rom e bosniaca.
Fare Verde intede utilizzare in Kosovo il volontariato ambientale, che ha caratterizzato 20 anni di attività dell'Associzione in Italia, come strumento di pacificazione, integrazione e socializzazione tra etnie segnate da anni di lutti, odio e rancori.
In 7 anni più di 400 bambini hanno frequentato corsi e attività interetniche organizzate da Fare Verde generando rapporti di amicizia tra ragazzi albanesi e serbi che durano nel tempo nonostante i check-point e il filo spinato che ancora separa le due comunità.
Il progetto "Kosovo-Italia, non solo vacanza" è realizzato da Fare Verde ONLUS con la collaborazione di ASI CIAO e il sostegno di: UNMIK - amministrazione ONU del Kosovo, KFOR, forza NATO di sicurezza in Kosovo, ARPA Lazio, Comune di Cerveteri.
 
Per maggiori informazioni:
FARE VERDE ONLUS
www.fareverde.it - info@fareverde.it - 349 300 5016




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19 maggio 2006

CAGLIARI, Degustazione prodotti tipici sardi

L' Associazione Ambientalista Fare Verde ha promosso per oggidalle ore 17,30 alle 20, presso la Piazza San Benedetto, angolo con Via Paoli e Via Carducci, una degustazione di prodotti tipici sardi. L'iniziativa rientra nel terzo appuntamento di "Mangia come Parli", campagna di sensibilizzazione contro i prodotti Ogm. Alla manifestazione ha aderito anche Azione Giovani e diverse realtà ambientaliste. La manifestazione che vede la collaborazione di Fare Verde, Associazione Ambientalista riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente, prevede la degustazione di prodotti del patrimonio gastronomico della Sardegna. (red) (admaioramedia.it)




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18 maggio 2006

Nuovi ministri: un passo verso l’agricoltura biotech?

E’ con forte preoccupazione che Fare Verde guarda alla nomina del Prof. Paolo De Castro al Dicastero delle Politiche Agricole.

De Castro, che in passato ha già ricoperto questo importante  incarico, non ha mai fatto mistero di essere favorevole, senza troppi distinguo, alla coesistenza in tema di ogm e le sue posizioni, più volte sono state di apertura arrendevole verso questa forma di coltivazione che rischia di compromettere seriamente le specificità agricole italiane.

E’ sufficiente far riferimento ad una delle sue tante dichiarazioni pubbliche, intrise di ineluttabile abbandono alle logiche del mercato globale, ma anche di dubbie interpretazioni degli avvenimenti,  per comprendere come il lavoro portato avanti con sostanziale coerenza dagli ultimi due Ministri di questo Dicastero (Pecoraro Scanio ed Alemanno) improntato su una posizione di avanguardia e lungimiranza nella lotta agli ogm sia seriamente messo a repentaglio da questa nomina: “Certo, vorrei un mondo non transgenico e senza nucleare, ma se poi il resto del mondo fa una scelta diversa... il discorso cambia. Prendiamo ad esempio l’energia nucleare: il mondo ha deciso di andare avanti su questa strada, per cui oggi l’Italia, che anni fa fece una scelta unilaterale, non di testa ma con il cuore, importa energia dalle 35 centrali nucleari francesi messe sui nostri confini; a questo punto siamo cornuti e mazziati perchè abbiamo gli stessi rischi dei francesi e in più paghiamo il doppio l’energia che importiamo. Non possiamo declinare la ragione dal desiderio e per gli Ogm è la stessa cosa. Se il mondo intero, Europa compresa, ha deciso e sta già andando verso questa direzione, dobbiamo ragionare e lavorare sulla coesistenza. Non possiamo non proseguire nella ricerca e nelle analisi come fanno gli altri paesi europei, altrimenti sono gli altri che fanno le scelte per noi. Senza andare negli Stati Uniti, in Europa, anche se vige il principio di precauzione, agli Ogm hanno aperto totalmente Spagna, Austria (assolutamente non corrispondente al vero ndr), e Francia  che si appresta a farlo. Ma quando sai che la Cina ha 89 varietà biotech, l’India 65 e tutto il mondo ormai le produce, non è che noi possiamo mettere delle barriere alla frontiera».

La nomina lascia ancor più interdetti se si pensa che nel programma della coalizione vincitrice delle ultime elezioni si legge quanto sia centrale: “custodire i valori della biodiversità e privilegiare la naturalità dei processi incentivando realmente l’agricoltura biologica anche ai fini della difesa e valorizzazione ambientale e adottando verso gli Organismi geneticamente modificati il principio di massima precauzione”.

Al Ministro De Castro chiediamo di non tradire lo spirito di quanto affermato nel programma  davanti agli elettori e di non deludere le aspettative di milioni di cittadini che, indipendentemente dalle scelte di voto, continuano a manifestare massima sfiducia verso l’alimentazione biotech.

Al Ministro  Pecoraro Scanio, che avrà l’opportunità di essere parte attiva grazie all’incarico di cui è stato investito, chiediamo massima attenzione perché quanto fatto sino a qui dall’Italia, e non in solitudine come vorrebbe far credere De Castro, non venga disperso e la posizione di estrema prudenza verso gli ogm sostenuta dai precedenti governi venga  riconfermata autorevolmente dal nuovo esecutivo.




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17 maggio 2006

Cagliari: Venerdi 19 Maggio degustazione di prodotti tipici, organizza Fare Verde

L’ Associazione Ambientalista Fare Verde ha promosso, Venerdi 19 Maggio dalle ore 17,30 alle 20,00, presso la Piazza San Benedetto, angolo con Via Paoli e Via Carducci, una degustazione di prodotti tipici sardi.


L’iniziativa rientra nel terzo appuntamento di “Mangia come Parli”, campagna di sensibilizzazione contro i prodotti Ogm.


Alla manifestazione ha aderito anche Azione Giovani e diverse realtà ambientaliste.


La manifestazione che vede la collaborazione di Fare Verde, Associazione Ambientalista riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, prevede la degustazione di prodotti del patrimonio gastronomico della Sardegna.


Questa importante iniziativa è stata voluta, per proseguire una grande collaborazione tra la Circoscrizione n°4 di Cagliari e l’Associazione Fare Verde”, affermano nella nota Franco Masia, Consigliere della Circoscrizione e Simone Spiga, Presidente Provinciale di Fare Verde.


Venerdi prossimo, ci aspettiamo una grande risposta di pubblico, perché sappiamo che la difesa dei prodotti tipici rientra in un grande progetto che deve vederci tutti impegnati”, conclude  la nota di Simone Spiga e Franco Masia.




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16 maggio 2006

Inquinamento eliminato a Santa Gilla. Il sindaco autorizza il commercio e il consumo dei molluschi della laguna cagliaritana

Il sindaco Emilio Floris ha firmato stamane un’ordinanza che revoca, con effetto immediato, il divieto di raccolta e commercializzazione dei molluschi nello stagno di Santa Gilla. Il provvedimento è stato adottato sulla base dell’esito favorevole delle analisi batteriologiche effettuate dal Presidio multizonale di prevenzione dell’Azienda Usl numero 8 sui campioni di mitili prelevati nel corso delle ultime quattro settimane.

Il divieto era stato imposto il 19 dicembre scorso in seguito alle analisi che avevano rilevato la presenza, nei campioni periodicamente prelevati e sottoposti a controllo dalla ASL, di batteri in misura superiore al limite massimo fissato dalla legge.

Quattro diversi campionamenti, effettuati tra il 10 aprile e il 2 maggio scorso, hanno permesso di stabilire che l’inquinamento è stato eliminato.

Appena ricevuta la relazione della ASL, il sindaco Floris ha firmato l’ordinanza che, revocando il precedente provvedimento, autorizza “raccolta, commercializzazione, trasformazione e immissione al consumo dei molluschi eduli lamellibranchi estratti dalle acque della zona denominata Santa Gilla”.




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13 maggio 2006

Cagliari: Fare verde vi invita domani a Monte Urpinu per la Festa dell'Ambiente




Domenica 14 Maggio dalle ore 10,30 alle 13.30
Via Garavetti
CHIESETTA ARAGONESE

Passeggiata in pony per bambini e distribuzione gratuita di compost


Organizza: Fare Verde e Ippolandia




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12 maggio 2006

PALAZZO IN SITO ARCHEOLOGICO A CAGLIARI, REGIONE BLOCCA LAVORI

Cagliari, 12 mag. - La Regione ha deciso di bloccare in via cautelare, per tre mesi, i lavori per la costruzione, in viale Sant'Avendrace a Cagliari, di un palazzo "a uso residenziale e commerciale" a ridosso dell'importane area archeologica di Tuvixeddu caratterizzata dalla presenza di diverse tombe fenicio-puniche. IL blocco e' previsto da una delibera approvata stamattina dalla Giunta regionale. Lo stop di tre mesi si configura quale "provvedimento cautelare d'urgenza per la salvaguardia e la tutela del paesaggio" - ai sensi dell'articolo 14 della legge urbanistica regionale n.45 del 1989 - e consentira' all'esecutivo regionale di avviare, nel frattempo la richiesta di "dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area". Tale possibilita' e' prevista dall'articolo 138 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Il cantiere, situato tra i numeri civici 35 e 55 di viale Sant'Avendrace, e' stato aperto lo scorso 27 gennaio in seguito a una regolare concessione comunale (1392/2005 C) rilasciata lo scorso 25 novembre alla societa' "R. Cocco Costruzioni srl." di Quartu Sant'Elena. La delibera della Giunta dovra' essere trasmessa anche al Consiglio regionale, un passaggio che si configura come un atto dovuto, ma avra' efficacia da subito, a partire dalla pubblicazione sul Buras.




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