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23 gennaio 2011

Le scorie nucleari in quale regione le metto? Lo svela Roberto Rossi in "Bidone nucleare"

7 agosto 2010

Comitato contro il nucleare - Unione Sarda 7 Agosto 2010

È stato presentato ufficialmente ieri mattina il comitato “Sì contro il nucleare in Sardegna”, promosso dall'associazione ambientalista Fare Verde e condiviso da oltre 20 sigle dell'associazionismo, del volontariato, dei partiti e dei sindacati, oltre che da diversi politici che hanno inviato la propria adesione, tra cui i parlamentari Piergiorgio Massidda e Bruno Murgia, il consigliere regionale Ignazio Artizzu e vari leader regionali di partito. L'incontro si è svolto in piazza Costituzione. Obiettivo: sostenere il referendum che si terrà a maggio prossimo e che chiamerà i sardi ad esprimersi sullo stoccaggio di scorie e la creazione di centrali nucleari nell'Isola.
Alla presentazione sono intervenuti Roberto Copparoni, segretario dei Verdi per la provincia di Cagliari, Marcello Abis, segretario regionale dei giovani dell'Idv, oltre a esponenti di diverse associazioni e una folta rappresentanza di Forza Paris.
«Da alcuni giorni», riferisce Simone Spiga (Fare Verde), «è attivo on line il sito ufficiale del nostro comitato (www.sicontroilnucleare.tk). La pagina su Facebook dedicata alla mobilitazione ha già raccolto oltre 12 mila iscritti e ad agosto non ci saranno pause. Ringraziamo Sardigna Natzione per avere lanciato il referendum, raccolto le firme e ottenuto un risultato importante. Ora dobbiamo lavorare sul territorio». ( p. l. )

6 agosto 2010

NUCLEARE: REFERENDUM, NASCE COMITATO TRASVERSALE "SI' CONTRO" - Nota AGI

(AGI) - Cagliari, 6 ago. - E' un'iniziativa trasversale il Comitato "Si' contro il nucleare in Sardegna", presentato stamane a Cagliari. Ne fanno parte una ventina di sigle del mondo dell'associazionismo, del volontariato, dei movimenti giovanili politici, del sindacato e anche esponenti politici: i parlamentari Piergiorgio Massidda e Bruno Murgia, il consigliere regionale Pdl Ignazio Artizzu, Gianfranco Scalas di Fortza Paris, Roberto Copparoni dei Verdi, il presidente della Circoscrizione del centro storico di Cagliari, Gianfranco Carboni (Pd). "Nasce ufficialmente nell'anniversario delle bombe su Hiroshima", ha sottolineato uno dei fondatori, Simone Spiga. "La mobilitazione e' partita dalla rete e in pochi giorni abbiamo avuto migliaia di adesioni. Da ieri e' on line il nostro sito www.sicontroilnucleare.tk. In tre giorni la pagina su Facebook dedicata alla mobilitazione ha gia' raccolto oltre dodicimila iscritti". Da internet al territorio, "la nostra mobilitazione non si fermera' neanche ad agosto. Ringraziamo Sardigna Natzione per avere lanciato il referendum, raccolto le firme e ottenuto un risultato importante. Ora dobbiamo lavorare nei territori, spiegare ai cittadini su cosa ci chiederanno di esprimerci nella prossima primavera". Copparoni ha sottolineato come "iniziative come questa non hanno colore, e' un modo di operare che agisce sui contenuti ed e' vincente. Davanti ai problemi comuni - ha aggiunto - non ha senso differenziarsi". Per il segretario dei giovani dell'Idv, Marcello Abis, "troppi politici sardi, da destra a sinistra, si schierano per il nucleare, svendendo i sardi, la loro salute e il territorio. Dobbiamo smetterla di delegare ed essere pronti ad andare anche contro i nostri partiti di riferimento se assumono scelte contro la Sardegna". (AGI) Cli/Rob




4 agosto 2010

Presentazione Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA

Presentazione Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA

Nella splendida cornice del Bastione Saint’Remy di Cagliari, Venerdì 6 Agosto alle ore 10:00, si svolgerà la presentazione ufficiale del Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, promosso dall’Associazione Ambientalista Fare Verde che ha visto l’adesione di numerose realtà sociali, politiche e associative.
Il Comitato nato per sostenere la campagna referendaria in vista del Referendum che si terrà nel mese di Maggio 2011 e vedrà i sardi a decidere per un Si incondizionato contro lo stoccaggio di scorie e la creazione di centrali nucleari in Sardegna.
All’iniziativa parteciperanno esponenti di diverse formazioni politiche da Idv, con la presenza del Coordinatore Regionale giovanile, Dirigenti di Sardigna Natzione, Roberto Copparoni dei Verdi, Consiglieri Comunali, Provinciali di varie forze politiche oltre all’On. Ignazio Artizzu, il Deputato Bruno Murgia e il Senatore Piergiorgio Massidda.
Sono stati invitati i Sindaci e i Presidenti delle Province e i rappresentati di decine di Associazioni.
L’incontro sarà l’occasione per discutere di nucleare in Sardegna, per presentare la Proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare proposta da Sinistra Ecologica e Libertà e la Proposta di Legge presentata alla Camera dai Deputati, da Mauro Pili, Bruno Murgia, Settimo Nizzi e da Paolo Vella.
“Crediamo che questa battaglia di civiltà contro il nucleare in Sardegna, non possa avere dietro strumentalizzazioni di parte, sappiamo che i sardi di tutti gli schieramenti non vogliono le centrali nucleari e faremo il possibile affinché si raggiunga il 33%, quorum minimo per rendere valido il Referendum, un grazie particolare va a Bustianu Cumpostu, che per primo a creduto a questo Referendum e che oggi ci vede tutti dalla stessa parte per il bene del popolo sardo”, affermano i rappresentanti del Comitato.
“Abbiamo attivato un sito internet all’indirizzo http://www.sicontroilnucleare.tk/ dove è già possibile trovare le adesioni al Comitato, articoli interessanti e tutto ciò che può essere utile per promuovere in tutta la Sardegna la campagna referendaria, inoltre è attiva una pagina Fan su Facebook all’indirizzo COMITATO SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, dove ad ora hanno aderito oltre 1200 persone”…”Venerdì sarà l’occasione per presentare decine di iniziative e programmare i prossimi mesi in vista di questo importantissimo appuntamento”, concludono i rappresentanti del Comitato.

1 agosto 2010

Fare Verde promuove il comitato www.sicontroilnucleare.tk

L'Associazione Fare Verde ha promosso la nascita del Comitato
SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA

Vi aspettiamo Venerdì 6 Agosto alle ore 10:00 presso il Bastione Saint'Remy di Cagliari per la conferenza stampa di presentazione del Comitato


Nel frattempo è attivo il sito

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21 luglio 2010

I deputati sardi del Pdl: "No all'eolico e al nucleare"

I deputati sardi del Pdl: "No all'eolico e al nucleare"

Nella loro iniziativa legislativa, già presentata alla Camera, i cinque deputati chiedono che la Sardegna «diventi una regione sperimentale per un piano nazionale energetico forestale».

I sardi padroni del loro territorio, del paesaggio «che percepiscono». Un territorio che non deve subire modifiche o attacchi da parte di fattori esterni che possano modificare, appunto, la “percezione” che hanno i sardi della loro terra.

Cinque deputati sardi del Pdl hanno presentato una proposta di legge perché nell'Isola non vengano realizzate centrali nucleari e impianti eolici sul mare. La proposta di legge sarà illustrata mercoledì mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa, quindi sarà sottoposta agli enti locali sardi e alle associazioni «con l'obiettivo di promuovere un vasto movimento di opinione che possa supportare il complesso iter parlamentare», sottolineano i parlamentari Mauro Pili, Bruno Murgia, Paolo Vella, Settimo Nizzi e Carmelo Porcu.

La proposta è stata presentata il 25 maggio scorso alla Camera e ieri è arrivato il via libera dell'Ufficio studi della commissione Ambiente della Camera per la “calendarizzazione” del documento, ovvero è stato superato il primo, fondamentale passaggio. Il prossimo sarà quello della discussione.

I rappresentanti sardi del Pdl ricordano, in sostanza, che la Regione ha potere legislativo sul suo territorio in base allo Statuto sardo. «Proprio nell'ottica della competenza sul paesaggio», dice Mauro Pili, «la Regione la facoltà di decidere gli interventi ammissibili o meno».

L'OBIETTIVO «Nel paesaggio sardo devono essere vietati impianti eolici off shore e nucleari», dicono i parlamentari, «la Sardegna deve diventare regione sperimentale per un piano nazionale energetico forestale». La proposta di legge ha l'obiettivo di dare un'interpretazione autentica delle norme di attuazione dello Statuto, in un momento in cui i progetti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia eolica off shore stanno andando avanti e di nucleare se ne sente parlare ancora.

«L'iter procedurale di almeno due impianti eolici off shore nel mare sardo - sostiene Pili, primo firmatario della proposta di legge - sta andando avanti nel silenzio più totale e senza atti concreti che ne blocchino il previsto avanzamento». Tutto ciò, sottolinea, «nonostante più volte avessi suggerito la necessità di un ricorso alla Corte Costituzionale per un conflitto di attribuzione».

DENTRO LA PROPOSTA Il passaggio tecnico nel quale si inserisce la proposta di legge non è di semplice lettura. Nella loro azione, i deputati sostengono che la Corte Costituzionale ha ripetutamente dichiarato inammissibili le questioni sollevate dallo Stato sulla violazione della divisione delle competenze legislative e della disciplina statale in materia di tutela del paesaggio. Questo perché i ricorsi dello Stato in materia si sono orientati (secondo quanto sostiene la Corte) «dall'erroneo presupposto secondo il quale la Regione risulterebbe priva di potestà legislativa in tema di tutela paesaggistica. Ecco perché risulta evidente - sostengono i parlamentari sardi della maggioranza - che la materia della tutela del paesaggio ricada, in applicazione delle norme di attuazione dello Statuto, tra le competenze della Regione».

IL PERICOLO Secondo i cinque deputati il primo rischio per il nostro paesaggio costiero, se non ci si tutela in tempo, è rappresentato dalle pale sul mare. «L'insediamento di impianti eolici, per via della conformazione della costa sarda, costituirebbe un evidente elemento di disturbo della continuità e integrità del paesaggio», scrivono, «la conformazione del territorio sardo e il potenziale sviluppo turistico dell'intera Isola, ancora in gran parte da valorizzare e promuovere, sarebbe gravemente compromesso a causa della probabile realizzazione di un qualsiasi parco eolico sul mare».

LA NOVITÀ C'è un concetto, espresso nella proposta di legge presentata alla Camera, che ha suscitato l'interesse dell'Ufficio studi di Montecitorio: la novità del concetto di “paesaggio percepito” «che diventa fondamentale per affrontare la competenza specifica della Sardegna in questa materia», sottolinea Pili.

Non a caso, i parlamentari sardi fondano la loro iniziativa parlamentare sulla Convenzione europea del Paesaggio, recepita in Italia con la legge numero 14 del 2006, dove si intende il paesaggio come «una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni». E quindi il territorio «nei suoi vari ambiti, è “paesaggio” nell'accezione puramente geografica del termine», dice Pili, «ossia contesto territoriale che si caratterizza variamente dalla percezione che di esso hanno le popolazioni che vi abitano».

Ecco perché, sostengono i parlamentari, «trasferendo il concetto alla Sardegna, si può stabilire che quest'Isola è percepita dalle popolazioni che vi abitano come una terra alimentata dal sole e dal mare, una percezione che diventa fattore fondamentale del paesaggio». In questo contesto normativo, arriva la proposta di legge del Pdl, che fissa «l'esigenza di precludere il territorio sardo a insediamenti che minerebbero pesantemente il percepito ambientale e paesaggistico della Sardegna». Come la realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare e lo stoccaggio di scorie, «senza dubbio elementi in grado di compromettere in modo grave e indelebile il paesaggio sardo “percepito” in tutte le sue accezioni».

LA RI-FORESTAZIONE Pili, Vella, Nizzi, Porcu e Murgia sottolineano «l'indirizzo unanime del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Consiglio regionale sul fatto che la Sardegna non sarà mai interessata dalla costruzione di centrali nucleari» ed è in questo scenario che hanno presentato la loro proposta di legge. Non solo: «Dobbiamo anche pensare a valorizzare le qualità naturalistiche, per questo chiediamo che tutti gli incentivi utilizzati per gli impianti eolici off shore vengano dirottati alle energie alternative legate alla forestazione produttiva e alle biomasse agricole».


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 21/7/2010 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 giugno 2010

Il nucleare italiano ad un passo dalla fine: la Corte Costituzionale boccia la legge sull'energia

Era stato il fiore all'occhiello del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dell'ex ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola. Il percorso intrapreso non sembrava ammettere sbandate, deviazioni o rallentamenti: il ritorno dell'energia nucleare in Italia era un obiettivo primario ed imprescindibile dell'agenda di governo, anche a fronte della scarsissima popolarità (e dei numerosi timori) che questa "tecnica energetica" riscuote ancora oggi in Italia.

Tre giorni fa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza numero 215 del 9 giugno 2010, con la quale la Corte Costituzionale ha decretato un vero e proprio stop alla corsa all'atomo del governo italiano.

La legge incriminata è la numero 102, del 3 agosto 2009, conversione del decreto-legge numero 78.

Con essa, all'articolo 4, il governo apriva alle procedure d'urgenza per la costruzione di nuove infrastrutture per la produzione di energia elettrica, da leggersi più comunemente come "nuove centrali nucleari".
Il governo aveva piena potestà esclusiva in materia di trasmissione e distribuzione e competenza congiunta con le regioni per quanto concerne la produzione e, quindi, la collocazione dei nuovi impianti.

Le nuove centrali rientravano in un piano di urgenza "in riferimento allo sviluppo socio-economico" (non a caso la legge in questione è il famoso "pacchetto anti-crisi") e si stabiliva la loro edificazione per mezzo di capitali "prevalentemente o interamente privati".
Ai fini di attuazione, il governo istituiva la figura di uno o più Commissari straordinari del governo, con poteri esclusivi e totali in tema di nuovi impianti energetici, al punto tale da poter scavalcare tutti gli enti coinvolti (a partire dai comuni e dalle regioni) per la scelta delle nuove sedi nucleari nazionali.

E' stato proprio il mix tra "ragione d'urgenza" ed "utilizzo di capitali privati" e la privazione dei poteri decisionali delle regioni in materia ad aver condotto la Corte Costituzionale a cassare l'intero articolo, nei commi che vanno dall'1 al 4.

Secondo quanto stabilito dalla suprema corte di giustizia italiana, "trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato. Invece la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio, sia quanto all’an che al quantum".

Inoltre, per quanto concerne la depotenziazione delle regioni in materia, la Corte Costituzionale afferma che "se le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi".

E conclude deliberando che "i canoni di pertinenza e proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza costituzionale al fine di riconoscere la legittimità di previsioni legislative che attraggano in capo allo Stato funzioni di competenza delle Regioni non sono stati, quindi, rispettati".

Quanto stabilito dalla Consulta, ancora una volta nel silenzio quasi tombale della stampa nazionale, apre ad una vera e propria svolta in termini energetici e ostruisce, di fatto e sin da adesso, un percorso accelerato verso la creazione di nuove centrali nucleari.

Le procedure d'urgenza, che consentirebbero nell'ordine di 10-15 anni, di avere energia nucleare operativa in Italia, confliggono con la necessità imprescindibile del governo di attribuire i costi di produzione degli impianti ai singoli privati. E l'automatico decadimento delle ragioni d'urgenza, ipso facto, determinano il ripristino automatico della facoltà degli enti locali, ed in particolar modo delle regioni, di appoggiare o rigettare integralmente le scelte operative e territoriali dell'esecutivo nazionale.

Per un governo ancora privo di ministri deputati alla gestione delle questioni energetiche (dalle dimissioni di Claudio Scajola l'interim delle Attività Produttive è ancora nelle mani del premier Berlusconi), non si prospettano tempi facili.
Il nucleare italiano è ad un passo dalla morte prima ancora della sua nascita. La battaglia dei governatori Vendola, Errani e Lorenzetti contro il nucleare italiano sembra aver portato ad una prima, gigantesca e, forse per gli stessi ricorrenti, insperata vittoria.

17 giugno 2010

No al nucleare in Sardegna

Sardigna Natzione Indipendentzia (Sni) ha convocato una riunione a Sassari per il prossimo 20 giugno per preparare la campagna in vista del referendum contro il nucleare in Sardegna. Il tema sara’ anche al centro del congresso nazionale del movimento indipendentista, dal titolo “Sni mama de s’indipendentismu”. Entro giugno sara’ convocato il consiglio nazionale per decidere data e regole congressuali.

Auspicando che il referendum si tenga a ottobre, la direzione nazionale di Sni ha deliberato di affiancare al comitato promotore un comitato per il si’ contro il nucleare “che raccolta tutte le adesione possibili senza barriere ideologiche o di schieramento politico”.

Entrando nel merito degli esiti delle recenti elezioni amministrative, in particolare dei buoni risultati dell’area indipendentista e sardista, Sni esprime “sinceri auguri a Irs, al Psd’Az e ai Rosso mori”, ma si dice convinta “che non sara’ certo un consigliere in piu’ o in meno in province vicinato rifiutate dall’elettorato a determinare il futuro dei sardi. “Ribadiamo la volonta di occuparci di questi concrete”, afferma la direzione nazionale del movimento, “come quella contro la nuova servitu’ nucleare che si vuole imporre alla nazione sarda”. (AGI) Red-Rob

8 dicembre 2009

Fare Verde Cagliari aderisce alla manifestazione No Nuke in programma oggi a Cagliari

Il Coordinamento di Fare Verde Cagliari ha aderito ufficialmente alla manifestazione in programma oggi a Cagliari a partire dalle ore 17,00 in Piazza del Carmine a Cagliari.

"Vogliamo dare un segnale chiaro, non esistono colori politici in una battaglia di civiltà come questa, la Sardegna non vuole il nucleare, ma non vuole neanche che si possa avere le scorie nel nostro territorio", afferma nella nota il Coordinamento di Fare Verde.

"Oggi i sardi devono dare voce e forza a chi come noi, ma anche come Sardigna Natzione, Solebentu, Legambiente e tanti altri, da sempre si sono schierati contro il nucleare, la nostra presenza vuole essere un segnale di totale condivisione verso una battaglia nata in rete, grazie a Facebook ma che ha visto l'adesione di tantissime persone", incalza Simone Spiga.

"la manifestazione di oggi, sarà l'occasione per dire che la Sardegna è finalmente unita nel chiedere il rispetto dei sardi e del proprio territorio, che va salvaguardato e difeso da speculatori e lobbysti, che non hanno colore politico, ma che sono sempre pronti a devastare la nostra amata Sardegna", conclude Spiga.

7 dicembre 2009

AMBIENTE, DA STAZIONI IDROGENO A DIFFUSIONE LED: ECCO MASTERPLAN COMUNE DI ROMA

Installare nel giro di un anno dieci stazioni per la distribuzione di idrogeno e metano per autoveicoli grazie ai finanziamenti della comunità europea. Estendere l'infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche. Portare al 50% la riduzione dei consumi elettrici e all'80% la riduzione dei consumi termici delle scuole romane grazie all'installazione di pannelli solari e fotovoltaici. E poi, attivare 100mila punti luce Led entro il 2020. Questi alcuni degli obiettivi che l'amministrazione capitolina ha in programma di realizzare nei prossimi anni. Lo scopo è quello di redigere un vero e proprio Masterplan dello sviluppo sostenibile della città, che sarà presentato alla conferenza di Copenaghen e, successivamente, agli Stati generali dell'economia della città, in programma a maggio. E' quanto è emerso dal Workshop for a third industral revolution, che si è svolto questa mattina alla sede dell'assessorato capitolino all'Ambiente alla presenza del sindaco Gianni Alemanno dell'assessore capitolino all'Ambiente Fabio De Lillo e dell'economista americano Jeremi Rifkin. (omniroma.it)

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