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4 novembre 2009

Fare Verde sostiene le iniziative di Sardegna Filiera Corta

"Intendiamo promuovere e portare avanti le iniziative di Sardegna Filiera Corta, collaborando attivamente con Fare Verde". Sono le prime dichiarazioni di Simone Spiga e Michele Pisano, rispettivamente responsabili di Fare Verde Cagliari e Quartu.
"L'associazione Sardegna Filiera Corta", spiega Spiga, "si basa sul principio del rapporto diretto tra produttore e consumatore, che supera tutti i meccanismi che aumentano i prezzi dei prodotti. Inoltre l'associazione si prefigge di sostenere il prodotto tipico locale e questo è un altro punto di forza che ci vede al loro fianco".
Infatti l'associazione promuove i prodotti dei campi e degli allevamenti sardi, che arrivano direttamente sulle tavole senza dover passare da "troppe mani", come dichiara Michele Pisano: "non possiamo non evidenziare l'importanza di questa iniziativa e schierarci apertamente in suo favore. Incentivare carni, frutte e verdure sarde permette alla nostra isola di giovarne in immagine e al consumatore in salute."
"L'assenza di prodotti ogm", dice Spiga, "è per noi una garanzia del rispetto della qualità del prodotto. Altro aspetto importante è la riduzione quasi totale degli imballaggi, ovvero meno spazzatura per il consumatore."
"Chiediamo pertanto",incalzanoi responsabili di Fare Verde, "di sostenere a tutti i livelli l'associazione Sardegna Filiera Corta, che vuole rappresentare un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla difesa del territorio".

Questa sera dalle 20,30 l'Associazione Sardegna Filiera Corta sarà in diretta su Radio Level One

18 novembre 2007

Liberi dagli Ogm, a Cagliari vogliamo raggiungere le 3000 firme

 Spiga (An Cagliari): le prossime tre settimane per chiudere a 3000 firme contro gli Ogm

"A partire da domani Lunedi 19 Novembre e per le prossime tre settimane, fino al 9 Dicembre il Gruppo di An della Circoscrizione n°4 di Cagliari, insieme al Circolo di An "Nuova Cagliari, ad Azione Giovani e a Fare Verde lanceranno una nuova serie di mobilitazioni per ottenere il grande risultato di 3000 firme a Cagliari città", lo afferma Simone Spiga, componente del Coordinamento Regionale di An.

"Dopo aver superato le 1000 firme a Cagliari e le 5000 in tutta la Provincia, e i 3.000.000 in tutta Italia, la Coalizione intende proseguire questa campagna in tutta Italia e a Cagliari grazie al supporto di tante realtà si stanno raggiungendo ottimi risultati", prosegue la nota.

"A partire da domani si amplieranno gli spazi informativi per la raccolta dei dati, infatti, tutti i giorni fino al 9 Novembre sarà possibile firmare la mattina dalle 11.00 alle 12.00 presso la sede della Circoscrizione n°4 di Via Lione, Quartiere Genneruxi, a cura del Gruppo di An"..."invece tutti i Martedì e Giovedì presso la sede della Circoscrizione in Via Rossini 65/a dalle 15,30 alle 16,30 e in Via Giudicessa Benedetta, presso la sede del Circolo di An, dalle 19.00 alle 20.00", conclude Simone Spiga.

14 novembre 2007

An Cagliari: Non si ferma la mobilitazione contro gli Ogm, la consultazione fino al 9 Dicembre

Proseguirà anche oltre il 15 Novembre la mobilitazione indetta dalla Coalizione "Italia Europa Liberi da Ogm", infatti dopo aver superato i 3 milioni di voti la consultazione è stata prolungata fino al 9 Dicembre.

“Considerato lo straordinario successo ottenuto con oltre 3.800.000 firme in tutta Italia si è ritenuto opportuno proseguire per dare una pressione ancora maggiore sul Governo e sul Ministro de Castro”, con queste parole è iniziata la nota delle Associazioni aderenti alla Coalizione Nazionale.

“Anche la Sardegna ha dimostrato grande capacità di mobilitazione e grazie all’adesione di Fare Verde Cagliari, del Circolo - Fronte Identitario- di Azione Giovani , del Gruppo di An della Circoscrizione n° 4 di Cagliari e del Circolo di An - Nuova Cagliari – si sono raccolte oltre 1000 firme, oltre a quella raccolte dalle altre Associazioni aderenti”, afferma Simone Spiga, componente del Coordinamento Regionale di An e Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Abbiamo aderito senza remore a questa campagna perché crediamo che lo sviluppo agroalimentare sardo e generale dell'Italia sia moderno, innovatore, mirato sulla qualità della vita e della nostra salute, attento alla biodiversità, sicuro e rispettoso dell'ambiente e del clima”, prosegue Simone Spiga.

“Valuteremo le iniziative da adottare fin dalla prossima settimana per proseguire la mobilitazione, ad oggi possiamo affermare che fino a Venerdì 16 Novembre sarà possibile firmare tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 12.00 presso la sede della Circoscrizione n°4 di Cagliari in Via Lione a Genneruxi e inoltre Giovedì 15 Novembre presso la sede di An in Via Giudicessa Benedetta si potrà ancora firmare dalle ore 10.00 alle 11.00 e dalle 19.00 alle 20.00”, incalza Simone Spiga.

13 novembre 2007

Ogm, Capanna: Successo straordinario per consultazione nazionale

 Roma, 13 NOV (Velino) - Tre milioni e 86 mila voti espressi dagli italiani, il 99,43 per cento dei quali si e' dichiarato contrario agli organismi geneticamente modificati.
Questo il risultato, in cifre, della Consultazione nazionale sugli ogm organizzata dalla Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm, partita il 15 settembre scorso. "La battaglia e' solo all'inizio", ha dichiarato il presidente della Fondazione diritti genetici Mario Capanna durante la conferenza stampa indetta dalla Coalizione per anticipare i dati conclusivi dell'evento che si concludera' il 15 novembre. "Si tratta di un meccanismo contagioso che e' andato oltre le strutture organizzative delle associazioni aderenti - ha spiegato Capanna - e che si e' esteso fino alla Francia con la decisione di Sarkozy di sospendere la coltivazione di organismi transgenici e la conseguente alleanza Italia-Francia". "Abbiamo dimostrato che l'agenzia europea per la sicurezza alimentare non ha mai fatto alcuna ricerca indipendente sui reali rischi degli organismi transgenici - ha commentato ancora il presidente della Fondazione dei diritti genetici - e gli oltre tre milioni di voti firmati sono un risultato straordinario, che dimostra come i cittadini di questo paese vogliono un modello agroalimentare di qualita' e libero da ogm. È un risultato importante anche perche' servira' al nostro paese per svolgere un ruolo trainante in Europa". Capanna ha poi spiegato che questa iniziativa ha visto una coalizione di 32 organizzazioni che in due mesi hanno dimostrato che se i cittadini sono chiamati a decidere su temi centrali per la loro vita rispondono in maniera convinta e partecipata. Sono stati infatti oltre duemila gli eventi organizzati per la promozione della consultazione per una spesa complessiva di circa 500 mila euro. "La consultazione ha gia' ottenuto risultati importanti in Italia e in Europa - ha concluso Capanna - e ora questo soggetto ha una poderosa forza tranquilla che sara' in grado di determinare scelte e risposte del nostro governo e dei governi europei".


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6 novembre 2007

Ogm: Coalizione ItaliaEuropa incontra Rete europea delle regioni

Roma, 06 NOV (Velino) - La Coalizione ItaliaEuropa-liberi da Ogm e la Rete europea delle regioni Ogm-Free, che da alcuni anni rivendica il diritto a dichiarare i propri territori liberi da coltivazioni transgeniche, si incontreranno domani a Roma per partecipare al Convegno "L'agricoltura cresce in liberta' dagli Ogm. Le istituzioni per un'agricoltura di qualita', un'alimentazione sana e uno sviluppo naturale" che si aprira' in Campidoglio.
A nome della Rete europea delle regioni Ogm-Free interverranno Piero Marrazzo (presidente regione Lazio); Alain Fauconnier (vicepresidente regione Midy Pyre'ne'es - Francia); Susanna Cenni (assessore all'Agricoltura della regione Toscana) e Daniela Valentini (assessore all'Agricoltura della regione Lazio). Per la Coalizione saranno invece presenti Mario Capanna (presidente Fondazione diritti genetici) e Tony De Amicis (coordinatore della Coalizione regionale del Lazio). Nel corso dell'evento saranno presentate importanti iniziative di carattere internazionale relative agli organismi geneticamente modificati. "Ad oggi in Europa - fanno sapere dalla Coalizione ItaliaEuropa - sono 107 le regioni, 129 le province, e piu' di 4200 i comuni che si sono gia' dichiarati liberi da Ogm". La Rete, composta originariamente da dieci regioni, e' nata nel novembre del 2003, con la sigla, da parte dei ministri dell'Agricoltura, di un documento che asseriva il diritto a proibire le colture transgeniche sui propri territori.


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30 ottobre 2007

AGROALIMENTARE/ COLDIRETTI: 67% ITALIANI RITIENE OGM NON SALUTARI





Roma, 30 ott. (Apcom) - Due italiani su tre (67%) ritengono che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali. La quota di contrari agli Ogm sale ancora se si guarda ai giovani e ai laureati. A sottolinearlo è la Coldiretti nella giornata in cui l'Italia dovrebbe chiedere all'Ue uno stop alle coltivazioni transgeniche. L'opinione della popolazione rispetto al problema della presenza di Ogm negli alimenti emerge da una indagine Coldiretti-SWG presentata nell'ultimo Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio. La ricerca è stata estesa anche a consumatori di altri Stati. "La stessa diffidenza - sottolinea infatti la Coldiretti in una nota - si registra anche in altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna dove la quota dei `preoccupati' è in media del 63%. Anche se il quadro è piuttosto variegato i maggiori Paesi europei manifestano ostilità, o quanto meno perplessità, nei confronti degli Ogm come in Francia e Germania dove si registra una evidente avversione, mentre in Gran Bretagna c'è molta incertezza sul tema e in Spagna ai numerosi dubbi si accompagna una minore diffidenza".

Secondo l'organizzazione agricola, questo atteggiamento non è frutto di una condizione ideologica ma di un approccio economico al problema "che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale". Da qui la richiesta dei coltivatori.
Dopo l'annuncio della Francia di sospendere le colture Ogm la stessa cosa dovrebbe fare l'Italia. Il nostro Paese - spiegano i rappresentanti dei produttori - ha una ragione in più, per difendere la scelta di evitare a livello nazionale di coltivare produzioni Ogm, perché può vantare i primati raggiunti sul piano della qualità, sicurezza alimentare ed ambientale dall'agricoltura nazionale. Dalla nostra alcuni numeri come le 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell'albo comunitario sul totale di 756 (21,5%), il fatto che una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%), che la superficie nazionale coltivata a biologico che rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue. "Ma anche - conclude la Coldiretti - perché l'Italia ha il record assoluto del 98,5% dei campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei limiti di legge".

Cagliari: No agli Ogm, prosegue la raccolta firme in Via Giudicessa Benedetta, 46 
TUTTI I MARTEDI E I GIOVEDI DALLE 10.00 ALLE 11.00 E DALLE 19.00 ALLE 20.00
VIA GIUDICASSA BENEDETTA, 46 - CAGLIARI

30 ottobre 2007

Non di soli Ogm vive l´uomo

Tratto da Greenreport

LIVORNO. Sulla questione degli organismi geneticamente modificati, si stanno combattendo in questi giorni nuove crociate tra chi vorrebbe vantarne le magnifiche sorti e progressive e chi invece ne vede la fine del futuro di un’agricoltura che rispetti i criteri della sostenibilità. Con l’Europa che si spacca, ma dà il via libera a quattro alimenti ogm, la Francia che annuncia la moratoria e ben 30 sigle in Italia che stanno raccogliendo le firme per un futuro ogm free, e una parte della comunità scientifica che rivendica la possibilità di fare ricerca e di non rimanere al palo.

Uno dei cavalli di battaglia molto utilizzato da parte dei sostenitori delle biotecnologie tout court è quello che da sempre ci cibiamo di prodotti, dal riso al grano passando per il pomodoro, che altro non sono che organismi geneticamente modificati. Affermazione veritiera, dal momento che le pratiche di miglioramento genetico sono in uso da oltre diecimila anni; quello che si omette di dire è però la modalità con cui queste modifiche genetiche sono state ottenuti. Che è poi il vero nodo della discussione.

Nelle pratiche di miglioramento genetico, la tecnica principalmente usata non fa altro che interpretare quello che già avviene in natura, ovvero l’incrocio. Solo che la selezione dei partner viene fatta dal miglioratore genetico. E l’incrocio viene fatto tra specie che hanno caratteristiche complementari o tra specie diverse ma affini ovvero in grado di fecondarsi tra di loro.

L’esempio probabilmente più importante di questa pratica è quello dell’introduzione in specie coltivate della capacità di resistere alle malattie, presente in molte specie selvatiche affini. Con queste pratiche, a differenza di quanto accade con le biotecnologie avanzate, non s’introducono mai nuove funzioni, semmai si modificano quelle già fissate durante l’evoluzione. Una sorta di velocizzazione della selezione naturale delle specie.

Ben diversa quindi dalle tecniche di ingegneria genetica utilizzate per produrre ogm: in questo caso viene inserito un solo gene e il trasferimento può avvenire fra specie che non si potrebbero in alcun modo incrociare naturalmente.
Inoltre a differenza degli incroci fatti per migliorare le specie in cui il risultato è spesso il frutto di molte prove e quindi di tempi lunghi per l’ attesa della caratteristica esterna (fenotipica) desiderata, nell’ingegneria genetica per ovviare al dispendio di tempo, di terreno e denaro, si inserisce insieme al gene desiderato un altro gene che rende la pianta resistente ad un agente tossico per i vegetali, in modo che poste su un terreno contenente quell’antibiotico, si rigenereranno in provetta solo le piante resistenti. Il potenziale problema che potrebbe derivare da questa pratica è allora quello che l’ingestione di un prodotto così trasformato, con la resistenza ad un antibiotico, potrebbe determinare il passaggio del Dna che contiene questa informazione ad eventuali batteri presenti nell’apparato digerente dell’uomo o dell’animale che l’hanno ingerito. Contribuendo a rendere alcuni batteri resistenti ad antibiotici.

C’è poi un’altra caratteristica che hanno queste piante, tra quelle portate a favore dei sostenitori degli ogm in agricoltura: dal momento che i caratteri alterati nell’oltre il 90% delle piante transgeniche è rappresentato dalla resistenza ai diserbanti e la resistenza agli insetti, questo produrrebbe il risultato di avere un minor consumo di sostanze chimiche, per la coltivazione di queste determinate piante. A parte il problema (ancora controverso) delle allergie che sarebbero provocate nell’uomo dall’ingestione delle piante resistenti agli insetti (ottenute trasformando la pianta con un gene, derivante da un batterio, che induce la sintesi di una proteina letale per un gruppo limitato di insetti), c’è poi la dipendenza di questa agricoltura a certi diserbanti. Che ovviamente vengono venduti assieme alle sementi. E che ovviamente sono prodotti dalle stesse aziende che detengono i brevetti delle piante transgeniche con la resistenza a quel determinato tipi di diserbante.

E le piante transgeniche vengono considerate assolutamente equivalenti alle piante naturali per quanto riguardo i controlli, in base al principio della sostanziale equivalenza che si richiede di adottare per ricevere permessi di coltivazione e commercializzazione, ma poi assolutamente differenti per quanto riguarda la proprietà intellettuale e quindi i brevetti che le coprono. A proposito di interessi precostituiti che qualcuno ventila essere in realtà dietro alle motivazioni degli oppositori di queste tecnologie in agricoltura, rei di avere avuto come risultato un analogo fronte bipartisan contrario alla loro introduzione in Italia, rappresentato da Pecoraro Scanio prima e poi da Alemanno, come ministri dell’agricoltura.
Ma se di interessi precostituiti di deve parlare è allora quantomeno d’obbligo citare quelli che stanno dietro una parte del mondo scientifico che invoca alla necessità di fare ricerca e che altro non sono che spinti dalle multinazionali che su questo hanno investito.
E a questo punto torna l’annoso tema della necessità di finanziare una ricerca pubblica che non abbia altro interesse se non quello di portare avanti i livelli di conoscenza scientifica. E che, senza orpelli, possa essere orientata verso la sostenibilità.


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22 ottobre 2007

Cagliari: Una raccolta di firme contro i cibi Ogm

Tratto da L'Unione Sarda

Una raccolta di firme per dire no all'uso degli ogm in campo alimentare. L'iniziativa è del circolo di Azione Giovani "Fronte Identitario" della Fonsarda, in collaborazione con il comitato provinciale dell'associazione ambientalista Fare Verde. «Appoggiamo la Coldiretti nella sua campagna nazionale contro gli ogm - affermano Simone Spiga e Federica Orrù, rispettivamente presidente provinciale di Fare Verde e responsabile del circolo di Ag - La destra giovanile non può che essere dalla parte dell'agricoltura italiana. Con questo spirito abbiamo deciso di aderire attivamente all'iniziativa». I cittadini interessati a firmare la petizione popolare possono presentarsi nella sede del circolo (in via Giudicessa Benedetta 46) tutti i martedì e i giovedì dalle 10 alle 11 o dalle 19 alle 20. (p.l.)

18 ottobre 2007

OGM. CAPANNA: UN DANNO LA MANCANZA COMITATO SICUREZZA ALIMENTARE

Roma, 18 ott. - "La mancanza del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare danneggia gravemente l'Italia". Lo sostiene Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Alimentazione e salute'.
Secondo Capanna, infatti, il danno riguarda "la qualita' del patrimonio alimentare di tutti i cittadini e la competitivita' agroalimentare dell'Italia in Europa e nel mondo". Il presidente della Fondazione ricostruisce cosi' le tappe della sua mancata costituzione: nel gennaio 2000 la commissione Ue pubblica il Libro bianco sulla sicurezza alimentare, nel gennaio 2002 viene istituita l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che diviene operativa nel 2004 nella sua sede permanente di Parma. Il 26 luglio 2007 un decreto del governo istituisce il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, a ottobre 2007, cioe' oggi, i decreti di nomina dei componenti del Comitato sono ancora fermi al gabinetto del ministero della Salute.
A questa sollecitazione il sottosegretario Gian Paolo Patta, sostiene una nota della Coalizione liberi da Ogm, ha risposto che il problema sara' risolto a breve.


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18 ottobre 2007

OGM: CONTINUANO ADESIONI REFERENDUM, 3 MLN VOTI ENTRO 15/11

A poco piu' di un mese dall'apertura della consultazione nazionale sugli Ogm, promossa dalla coalizione 'ItaliaEuropa liberi da Ogm' guidata da Mario Capanna, il numero delle associazioni che hanno aderito all'appello e' passato dalle 28 iniziali alle 31 di oggi. Dopo le prime settimane di campagna e' arrivata l'adesione dell'Avis e oggi quella di Fedagri e Unci (Unione nazionale cooperative italiane).
Tre organizzazioni che vanno ad aggiungersi al caleidoscopio di sigle rappresentanti il mondo sociale, economico, ambientalista, scientifico, consumeristico, cooperativo, agricolo e del volontariato. Tutti uniti per dire no agli Ogm in difesa di un'agricoltura di qualita' e di tutela della salute dei consumatori. Un movimento che ha raccolto adesioni significative come quella di Walter Veltroni, quando era solo candidato alla segreteria del Partito Democratico, e l'appoggio dei presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini intervenuti al dibattito 'Sulla sovranita' alimentare', dibattito al quale hanno partecipato lo stesso Veltroni, Gianni Alemanno (An) a Gianpaolo Dozzo (Lega Nord): tutti d'accordo nel ribadire la necessita' di rispettare al massimo il criterio di precauzione in una materia come il cibo cosi' importante per la vita dell'uomo.
L'obiettivo che Capanna si e' prefisso per questo referendum e' ottenere tre milioni di voti da raccogliere entro il 15 novembre data in cui si chiude la campagna di due mesi. Finora non e' stato reso noto l'andamento del voto. (ANSA).


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