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11 luglio 2011

Proseguirà la spendida esperienza dei Comitati CONTRO IL NUCLEARE

Si è tenuta sabato scorso a Roma l’Assemblea nazionale del Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” a cui aderiscono centinaia di realtà in tutta Italia e al quale ha anche aderito il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

“L’Assemblea si è svolta in una affollatissima sala dove sono state presentate le fantastiche testimonianze di questa esperienza referendaria. I convenuti provenivano da molte regioni d’Italia. Le loro testimonianze hanno rappresentato uno spaccato della vita di quei luoghi e dei diversi modi in cui si è resa possibile un’aggregazione tra tutte le componenti sociali”, afferma Simone Spiga, Portavoce del Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

La mobilitazione del mese scorso ha dimostrato la grande volontà di partecipazione dei cittadini e di chi, fra questi (circa il 16% da studi effettuati), ha sentito la necessita di attivarsi per promuovere la partecipazione al voto. 

La relazione conclusiva si è soffermata sulla necessità di proseguire il percorso su quattro punti fondamentali, che sono il “manifesto” dal quale far partire le energie che si sono sprigionate dal Comitato “Fermiamo il Nucleare”, che sono: 

A)porre l’emergenza climatica al primo posto nelle determinazioni territoriali globali e locali con il superamento delle fonti fossili per l’approvvigionamento energetico; 

B) riportare all’interno del movimento antinuclearista europeo le esperienze ed i risultati ottenuti in Italia;

C) richiesta e/o proposizione di un piano energetico nazionale e locale che si basi su tre principi fondamentali: 

  • 1. Riduzione dei consumi e risparmio energetico; 
  • 2. Raggiungimento dell’efficienza energetica nei sistemi; 
  • 3. Approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; 

D) Armonizzazione e riqualificazione delle tematiche del lavoro al nuovo scenario energetico.

“Durante l’Assemblea si è focalizzata l’attenzione sul dotarsi di strumenti di lavoro , a partire dalla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, perché si ritiene necessario un salto qualitativo culturale che porti le Popolazioni ad interagire con la “novità” dei rinnovabili, al fine di avere un quadro complessivo della situazione energetica in Italia”, conclude Simone Spiga.




permalink | inviato da fareverdecagliari il 11/7/2011 alle 13:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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